Verona · 24 Settembre 2026

Sfiducia al presidente di Amia approvata in ottava Circoscrizione: 8 voti a favore, 6 contrari

Il Consiglio circoscrizionale boccia il presidente Roberto Bechis; critiche sul servizio rifiuti, il Comune difende il percorso di cambiamento

Il 24 settembre 2026 il Consiglio dell’ottava Circoscrizione di Verona ha approvato con 8 voti favorevoli e 6 contrari una mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Amia, Roberto Bechis. Il documento è stato presentato dal vicepresidente Gianluca Stradiotto, oggi nel Gruppo Misto ed ex esponente del Pd.

La mozione segnala criticità segnalate nei quartieri riguardo alla raccolta dei rifiuti, alla pulizia delle strade e al decoro urbano.

Patrizia Bisinella e Marina Reani, esponenti di Fare con Tosi, hanno definito il voto «politico molto significativo» parlando di una «frattura nella maggioranza». Le due consigliere hanno inoltre osservato che l’approvazione della mozione con il sostegno di consiglieri provenienti dall’area di centrosinistra dimostrerebbe che le contestazioni sulla qualità del servizio non sarebbero più circoscritte all’opposizione.

L’amministrazione comunale ha assunto una posizione di segno opposto. L’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari ha riconosciuto la necessità di intervenire sui disservizi, ma ha difeso il percorso avviato da Amia e dalla giunta: «Verona era ferma da anni. È legittimo segnalare i disservizi e chiedere che vengano risolti – ha detto –. Meno comprensibile è mettere in discussione chi sta portando avanti un cambiamento che Verona attendeva da anni».

Ferrari ha richiamato i dati sulla raccolta differenziata: circa il 53% di qualche anno fa, il 57% nel 2024 e oltre il 60% nel 2025, con l’obiettivo di arrivare al 65% nel prossimo anno tramite il nuovo sistema che combina cassonetti ad accesso controllato e raccolta porta a porta.

L’assessore ha ammesso che «non tutto funziona perfettamente» e che restano da affrontare ritardi e disservizi, a partire dai ritiri saltati e dallo spazzamento. Per Ferrari, tuttavia, la fase di assestamento non deve interrompere il cambiamento: «Oggi abbiamo scelto di cambiare. E cambiare significa anche affrontare i problemi che emergono, correggere ciò che non funziona e andare avanti».

Fonte: Raccontiamo Verona

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