Al Parco delle Mura la commemorazione per l’83° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui
Cerimonia il 22 settembre davanti al monumento di Mario Salazzari; presenti autorità civili, militari e associazioni
Nella mattinata di martedì 22 settembre si è svolta al Parco delle Mura, in circonvallazione Oriani, la cerimonia commemorativa per l’83° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui di Cefalonia e Corfù. L’appuntamento si è tenuto di fronte al monumento eretto nel 1966 dallo scultore, partigiano e poeta Mario Salazzari in memoria dei caduti veronesi.
La commemorazione si è aperta con gli onori militari resi da un reparto d’onore interforze. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e numerosi cittadini.
Tra i presenti figuravano l’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo, il prefetto Demetrio Martino, il questore Rosaria Amato, il vice comandante per le Forze da combattimento, generale di Corpo d’Armata Francesco Bruno, il presidente dell’Associazione nazionale divisione Acqui (Anda) Claudio Toninel, il cappellano militare del Comando delle Forze operative terrestri di supporto di Verona don Flavio Riva e l’onorevole Marco Padovani. Erano inoltre presenti labari e bandiere delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e della Resistenza.
Nel corso della commemorazione è stata ricordata la vicenda del settembre 1943: dopo l’8 settembre 1943 il presidio tedesco dell’isola intimò alla Divisione Acqui di arrendersi; il comandante rifiutò e il 14 settembre 1943 intimò la resa ai tedeschi. La reazione tedesca fu un attacco aereo e una offensiva con mezzi corazzati contro le postazioni italiane.
Nonostante la resistenza, gli italiani — inferiori per armamento e privi di protezione aerea — chiesero la resa il 22 settembre dopo avere perduto 55 ufficiali e oltre 3.000 militari. Dopo la resa, i tedeschi fucilarono 4.800 soldati e 341 ufficiali, compreso il comandante della divisione. Altre circa 2.000 persone persero la vita nell’affondamento di una nave mentre venivano trasportate verso la terraferma. I superstiti della divisione si unirono all’Elas e presero parte alla Resistenza contro i tedeschi.
Durante la cerimonia sono stati richiamati anche i dati raccolti dallo studio di Silvano Lugoboni, del Comfoter di Supporto: a Cefalonia c’erano 471 soldati veronesi. Tra questi si contano 18 fucilati, 14 deceduti, 87 dispersi (di cui 5 nel Mar Ionio a causa dell’affondamento di piroscafi) e 15 dispersi in prigionia o in altre zone della Grecia, dei Balcani e della Germania. Secondo l’analisi, le perdite veronesi risultano in totale 163; si registrano inoltre 220 Internati Militari Italiani (IMI), 304 rimpatriati, 94 soldati rimasti prigionieri sull’isola come lavoratori coatti e 30 incorporati nel C.I.L.
Lo studio segnala infine la condizione degli ufficiali veronesi: 14 in totale, di cui 4 deceduti, 8 fucilati e 1 disperso sull’isola; tra loro si salvò una sola persona.