Verona · 14 Settembre 2026

Export veronese in lieve calo: -2% nel primo semestre 2026

La Camera di Commercio elabora i dati Istat: valore vicino a 7,5 miliardi, pesa la frenata verso Germania e Stati Uniti

Export veronese in lieve calo: -2% nel primo semestre 2026

L’export veronese nel primo semestre 2026 si è fermato a poco meno di 7,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al pari periodo del 2025. È la sintesi dell’elaborazione della Camera di Commercio di Verona sui dati Istat resi pubblici il 14 settembre 2026.

A condizionare il risultato, secondo l’ufficio studi camerale, è stata in particolare la flessione della domanda dalla Germania, che segna un -3,9% e rappresenta oltre il 18% delle spedizioni estere veronesi. Anche gli ordini dagli Stati Uniti sono diminuiti (-5,9%), influenzando settori chiave del territorio.

Tra i comparti maggiormente colpiti figurano i macchinari, in calo del 7%, e le bevande, che segnano un -6,9%. Resistono invece i prodotti alimentari, cresciuti dell’1,3% e con un valore di 1,41 miliardi di euro nella prima metà dell’anno, superando i macchinari che valgono 1,33 miliardi. Buona la performance del tessile (+4,9%), che supera i 900 milioni di euro, mentre l’ortofrutta cala del 2% e il marmo registra un +4,9%.

Sull’andamento complessivo si è espresso il presidente della Camera di Commercio di Verona, Paolo Arena: “Verona, come altre importanti province export-oriented, risente di fattori congiunturali importanti che ricadono sulle imprese e sul potere di acquisto della domanda a partire dalla componentistica sino al vino. La consapevolezza è che, al di là di qualche eccezione, non ci si debba confrontare con fattori strutturali e che, al termine delle tensioni geopolitiche in atto, si possa tornare alla normalità. La speranza è che ci possa essere qualche schiarita in un breve termine che si preannuncia difficile, a partire dall’inflazione e dai costi di produzione”.

Nella classifica dei mercati di destinazione, la Germania resta il primo Paese per l’export veronese, con 1,38 miliardi di euro. I primi dieci mercati complessivamente rappresentano il 62% del totale; tra questi si registrano cali anche per Francia (-0,9%) e Austria (-5,2%), mentre aumentano i valori diretti verso Spagna, Polonia, Regno Unito, Croazia, Svizzera e Paesi Bassi.

A livello regionale, altre province del Veneto evidenziano risultati misti: Treviso (-0,9%) e Rovigo (-2,6%) mostrano segni negativi, mentre Vicenza (+2,3%), Belluno (+1,6%) e Padova (+3,1%) sono in crescita. Venezia registra un robusto aumento (+46,1%), spiegato dalla voce “navi e imbarcazioni” che incide fortemente sulla media regionale.

Le importazioni della provincia di Verona nel periodo analizzato sono pari a 11,1 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto al primo semestre 2025.

Fonte: Raccontiamo Verona

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