Verona · 10 Settembre 2026

Verona, agosto 2026: visitatori in calo del 22% rispetto all’anno precedente, Confcommercio segnala l’impatto del caldo

Secondo l’elaborazione su dati di telefonia mobile, i visitatori nell’ansa dell’Adige sono scesi a circa 839.000; diminuisce soprattutto la componente internazionale

Verona, agosto 2026: visitatori in calo del 22% rispetto all’anno precedente, Confcommercio segnala l’impatto del caldo

Ad agosto 2026 Verona ha registrato un calo dei visitatori rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e rispetto a luglio 2026. Secondo i dati di telefonia mobile elaborati da Confcommercio Verona e VeronaUp per l’area interna all’ansa dell’Adige, nel mese appena concluso sono stati rilevati circa 839.000 visitatori, contro 1.076.000 dell’agosto 2025 (una flessione di circa il 22%) e i 916.500 di luglio 2026.

A pesare sul calo è soprattutto la diminuzione dei visitatori internazionali: gli stranieri passano da circa 652.000 di agosto 2025 e 546.000 di luglio 2026 a 468.000 nell’agosto 2026. La quota degli stranieri sul totale scende dal 60,6% dell’agosto 2025 al 55,7% del 2026. La componente italiana cala in misura più contenuta, da circa 424.000 visitatori nell’agosto 2025 a 372.000 nell’agosto 2026 (-12,4%).

L’analisi dei principali mercati esteri evidenzia andamenti differenziati. Secondo il report di Confcommercio Verona e VeronaUp, la Francia è il primo mercato con 93,1 mila visitatori (sostanzialmente stabile rispetto ai 92,6 mila del 2025, +0,5%). Seguono Germania 56,9 mila (113,2 mila nel 2025, -49,7%); Paesi Bassi 45,3 mila (71,1 mila, -36,3%); Polonia 40,1 mila (55,7 mila, -28%); Spagna 30,9 mila (31,1 mila, -0,6%); Stati Uniti 27,5 mila (28 mila, -1,8%); Austria 26,2 mila (29 mila, -9,7%); Regno Unito 19,9 mila (66,6 mila, -70,1%); Romania 18,2 mila (16 mila, +13,7%); Svizzera 17,6 mila (18,6 mila, -5,4%); Belgio 8,9 mila (11,6 mila, -23,3%); Danimarca 6,5 mila (9,4 mila, -30,9%); Svezia 6,3 mila (8,2 mila, -23,2%); Portogallo 4,7 mila (5,5 mila, -14,5%).

Nel 2026 entra inoltre tra le principali provenienze l’Irlanda con 4,1 mila visitatori; nell’agosto 2025 tra i primi mercati figurava invece Hong Kong, con 7,9 mila visitatori.

Sul fronte della capacità di spesa, il profilo dei visitatori resta sostanzialmente stabile: la fascia High rappresenta il 26,6% dei visitatori (26,2% nell’agosto 2025) e la Mid-High il 16,4% (16,8% nel 2025). Complessivamente le due fasce più alte continuano a rappresentare il 43% del totale, come nell’agosto 2025. Le altre fasce si attestano al 15,5% per la Mid (15,7% l’anno prima), 18,3% per la Mid-Low (17,8%) e 23,3% per la Low (23,5%).

Sostanzialmente invariata anche la struttura della permanenza: circa il 68,5% dei visitatori del 2026 risulta presente per un solo giorno, contro il 69,4% del 2025; la fascia tra 2 e 4 giorni passa dal 24,8% a circa il 25%.

«Negli alberghi non si sono registrati cali rispetto all’agosto di un anno fa, anzi c’è un leggero incremento, con un’occupazione cresciuta, nel Comune di Verona, dall’80,2% all’82,1% mentre settembre è partito molto bene grazie al traino degli eventi, in primis la Stagione Areniana, che si conferma strategica e decisiva per le sorti del nostro turismo», sottolinea il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona Maurizio Russo.

«Il week end in più di opera e per finire la Fiera del Marmo, sottolineano ancora una volta come la città abbia necessità di eventi per attrarre», aggiunge Russo, che indica inoltre come obiettivo «una crescita equilibrata, capace di generare valore per le imprese non solo prettamente ricettive, distribuire i flussi nel tempo e aumentare la permanenza dei visitatori».

«Il dato di agosto restituisce una diminuzione dei volumi, su cui ha sicuramente impattato il fattore climatico, ma non un peggioramento della qualità economica dei flussi: la capacità di spesa resta infatti stabile e la struttura della permanenza non subisce cambiamenti rilevanti», commenta il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso.

Fonte: Raccontiamo Verona

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