Oncologia a Borgo Trento: continuità e team multidisciplinare per le neoplasie gastro-intestinali
L’Unità diretta dal dott. Michele Pavarana, con l’oncologa Camilla Zecchetto, ha registrato 290 prime visite da gennaio ad agosto 2026; previste 400-450 nuove diagnosi nell’anno.
Continuità assistenziale, competenza clinica e attenzione alla relazione umana sono i punti distintivi del Servizio di oncologia dell’ospedale di Borgo Trento, specializzato nella cura delle neoplasie del tratto gastrointestinale.
L’Unità dipartimentale è diretta dal dottor Michele Pavarana e affiancata dall’oncologa Camilla Zecchetto. Il servizio prende in carico tumori di esofago, stomaco, duodeno, intestino, colon, retto, ano, fegato, vie biliari e pancreas, accompagnando i pazienti dalla diagnosi alle terapie e ai controlli di follow-up.
Il principio alla base dell’attività è la continuità della cura: quando possibile il paziente mantiene gli stessi medici di riferimento per l’intero percorso terapeutico, con l’obiettivo di costruire fiducia e offrire maggiore sicurezza. Come sottolinea il responsabile Michele Pavarana, poter fare riferimento sempre alla stessa équipe medica aiuta il paziente ad acquisire sicurezza e punti fermi, mentre l’attenzione alle esigenze personali oltre gli aspetti puramente clinici rappresenta il valore aggiunto del lavoro svolto.
Il percorso assistenziale è multidisciplinare: all’attività oncologica partecipano chirurghi, endoscopisti, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi, gastroenterologi, psicologi e nutrizionisti, in collaborazione con i medici di medicina generale e con i servizi di cure palliative.
Sul piano dell’attività, da gennaio ad agosto 2026 il Servizio ha registrato 290 prime visite; per l’intero anno è prevista una stima di circa 400-450 nuove diagnosi. L’Unità accoglie pazienti adulti di tutte le fasce d’età e registra anche una consistente affluenza da fuori regione.
Il Servizio è situato al quarto piano del Padiglione Geriatrico, lato Mameli. L’accesso per la prima visita oncologica avviene con impegnativa del medico di medicina generale oppure tramite invio diretto dai reparti ospedalieri.