Produzione industriale veronese in crescita nel II trimestre 2026: pesa però l’eterogeneità del quadro
Indagine trimestrale: produzione +2,56%, vendite sul mercato interno +8,43%, occupazione +1,37%; ordini sostanzialmente stabili
L’indagine trimestrale sull’andamento dell’economia veronese relativa al secondo trimestre 2026 evidenzia una crescita della produzione industriale pari al 2,56% e una marcata accelerazione delle vendite sul mercato italiano, che segnano un +8,43% rispetto al trimestre precedente.
Le vendite verso i paesi extra-Ue aumentano del 2,17%, mentre quelle dirette verso l’area europea crescono del 4,96%, con un ritmo definito dall’indagine come in rallentamento rispetto alle precedenti rilevazioni. Gli ordinativi complessivi risultano sostanzialmente stabili, con una variazione di +0,08%.
Aumenta la quota di imprese con un portafoglio ordini superiore ai tre mesi: la percentuale sale dal 27% al 36%. Prosegue la crescita dell’occupazione nel territorio veronese (+1,37%), anche se a un ritmo più contenuto rispetto ai primi mesi dell’anno.
Restano elevate le pressioni sui costi: i prezzi delle materie prime registrano un aumento del 5,16%, mentre i prezzi dei prodotti finiti crescono del 2,51%.
Le aspettative per il terzo trimestre 2026 sono complessivamente positive: le imprese prevedono un aumento della produzione del 1,83% e una crescita degli ordinativi sia sul mercato nazionale (+1,56%) sia su quello estero (+1,14%). Migliora il clima di fiducia e la propensione agli investimenti, mentre sul fronte occupazionale prevale un orientamento alla stabilità.
Anche il settore dei servizi mostra segnali favorevoli: il 72% delle imprese dichiara un fatturato stabile o in crescita.
Nel commento all’indagine si osserva: “Il dato sulla produzione industriale evidenzia un segnale positivo per il nostro territorio, ma va letto con realismo. La crescita riguarda il 37% delle imprese, mentre quasi due aziende su tre registrano una situazione stabile o in contrazione. Questo conferma come il contesto resti eterogeneo e ancora condizionato da fattori di incertezza che incidono sulla competitività del sistema produttivo. Allo stesso tempo, il fatto che tre aziende su quattro giudichino adeguata la propria capacità produttiva conferma la solidità del tessuto industriale veronese e la sua capacità di reagire in una fase complessa. Le imprese veronesi continuano a confrontarsi con il costo dell’energia, con le tensioni che interessano il commercio internazionale e con la debolezza di alcuni mercati europei di riferimento, a partire dalla Germania. Per questo abbiamo bisogno di risposte in grado di rafforzare la competitività. Ci serve: meno pressione fiscale, meno burocrazia e regole stabili, condizioni essenziali per sostenere investimenti, innovazione e occupazione”.