Verona · 29 Agosto 2026

Coldiretti: l’ondata del 28 agosto decima colture e strutture nella Bassa Veronese, danni stimati in decine di milioni

Zevio, Palù, Oppeano e Ronco all’Adige tra i centri più colpiti; Coldiretti segnala aziende a rischio per raccolti distrutti e strutture non assicurabili

Coldiretti: l’ondata del 28 agosto decima colture e strutture nella Bassa Veronese, danni stimati in decine di milioni

Nella serata del 28 agosto un’ondata di maltempo improvvisa e violenta ha colpito il territorio veronese, con impatti particolarmente gravi nella Bassa Veronese. Secondo le segnalazioni di Coldiretti Verona, il fenomeno si è aggiunto a precedenti grandinate e nubifragi che nelle giornate antecedenti avevano già danneggiato colture come riso, tabacco, cereali e produzioni frutticole in località quali Zevio, Palù, Oppeano e Ronco all’Adige.

Coldiretti Verona riferisce che, oltre alla perdita dei raccolti, sono state distrutte o gravemente danneggiate strutture aziendali fondamentali: magazzini, serre, depositi e impianti irrigui. Molte di queste strutture, per vetustà o per l’impossibilità oggettiva di ottenere certificazioni di conformità, risultano non assicurabili, con il conseguente peso dei danni diretti che ricade interamente sugli agricoltori.

Le primissime stime ufficiose raccolte da Coldiretti Verona valutano i danni «nell’ordine di decine di milioni di euro». L’organizzazione avverte che alcune aziende potrebbero non raccogliere nulla nella stagione in corso, con il rischio concreto di perdere quote di mercato e la necessità di investimenti ingenti per tentare una ricostruzione.

«Nella mia zona – spiega Marco Pizzoli, presidente della Coldiretti di Bovolone – era rimasto da raccogliere il mais e il tabacco: per il mais parliamo di danni che vanno dal 50% al 70%, mentre per il tabacco non è rimasto più nulla da raccogliere, specialmente dopo le precedenti grandinate. Abbiamo registrato danni ingenti alle strutture, agli impianti fotovoltaici, alle alberature, oltre a devastazioni a finestre e automezzi. È un’annata drammatica: prima la siccità, poi la grandine, poi le bombe d’acqua e adesso il colpo di grazia con un vero e proprio tornado di vento e grandine. Tra l’altro, esattamente il 1° settembre dell’anno scorso avevamo vissuto la stessa identica tragedia. Si tratta di un danno gravissimo non solo per la perdita di quantità, ma soprattutto per il drastico calo della qualità del prodotto rimanente».

«Ci troviamo di fronte a un’emergenza non più sostenibile – commenta Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – Gli imprenditori agricoli stanno facendo da mesi, se non da anni, sforzi ed enormi sacrifici per tenere aperte le attività in un contesto economico già fortemente compromesso da dinamiche esterne. Inoltre, questo evento climatico estremo si accanisce su strutture vecchie ma operative che non potevano accedere alle coperture assicurative per via di lacci burocratici e certificazioni impossibili da ottenere. È una vera e propria beffa: alcune aziende, oltre al rischio di non raccogliere nulla, dovranno sobbarcarsi ulteriori oneri francamente difficili da affrontare in questo momento. Il rischio per loro è quello di sparire dal mercato».

Si tratta, secondo Coldiretti Verona, di un quadro ancora provvisorio: è prematuro tracciare un bilancio definitivo degli effetti dell’evento. La segnalazione è stata resa pubblica il 29 agosto 2026.

Fonte: Raccontiamo Verona

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