Legnago, in un edificio abbandonato sequestrati hashish, cocaina e un machete: due arresti
I carabinieri di Legnago con il nucleo cinofili e la polizia locale hanno trovato due uomini e quantitativi di stupefacenti durante un’ispezione del 27 agosto
Nella mattinata del 27 agosto i carabinieri di Legnago, coadiuvati dal Nucleo carabinieri cinofili di Torreglia, dalla Stazione di Minerbe e dal personale della polizia locale di Legnago, hanno effettuato un’ispezione all’interno di un grande complesso in disuso della cittadina.
I militari hanno notato una finestra sul retro di uno degli stabili con evidenti segni di effrazione e, dall’esterno, la presenza di alcuni giacigli. Entrati per approfondire i controlli, hanno sorpreso due uomini che dormivano sul pavimento; vicino a loro sono state individuate una pochette e un lenzuolo che avvolgeva un oggetto contundente.
L’ispezione ha consentito di rinvenire nella pochette quasi 200 grammi di hashish suddivisi in 11 panetti, 8 grammi di cocaina ripartiti in 6 dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Nel lenzuolo è stato trovato un machete della lunghezza di 50 centimetri. Il materiale è stato sequestrato.
Informata la Procura della Repubblica di Verona, i due uomini, un 31enne e un 33enne entrambi di origine algerina, senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in quanto gravemente indiziati di concorso in “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente”, “porto di armi o oggetti atti ad offendere”, “invasione di terreni o edifici” e “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. Sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Legnago in attesa del rito direttissimo.
Nella mattinata del 28 agosto gli arrestati sono stati condotti davanti al giudice del Tribunale scaligero, che ha convalidato l’arresto e disposto per entrambi il divieto di dimora nel comune di Verona e nella provincia; l’udienza è stata rinviata al prossimo ottobre.
I due soggetti restano da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.