Verona · 26 Agosto 2026

A Borgo Trento il primo impianto veneto del nuovo elettrocatetere direzionale a 16 contatti per la DBS

All’ospedale di Verona uno degli primi interventi in Italia con la nuova tecnologia per la stimolazione cerebrale profonda, che migliora precisione e personalizzazione del trattamento per il Parkinson.

A Borgo Trento il primo impianto veneto del nuovo elettrocatetere direzionale a 16 contatti per la DBS

L’ospedale Borgo Trento di Verona ha realizzato con successo uno degli interventi pionieristici in Italia utilizzando un elettrocatetere direzionale a 16 contatti per la stimolazione cerebrale profonda (DBS), segnando il primo impiego di questa tecnologia in Veneto.

L’intervento è stato effettuato grazie alla collaborazione tra la Neurochirurgia B, diretta dal professor Francesco Sala, l’Unità semplice dipartimentale di Stereotassi guidata dal dottor Antonio Nicolato, e la Neurologia A, diretta dal dottor Bruno Bonetti. Nell’équipe hanno operato i neurochirurghi Michele Longhi, Alberto Feletti e Antonella Lombardo e il neurologo Giorgio Tommasi.

La nuova generazione di elettrocateteri, dotata di 16 contatti direzionali, consente di ampliare l’ampiezza direzionale della stimolazione di oltre il 200% rispetto alla generazione precedente. Secondo la fonte, questa caratteristica permette di modulare con maggiore precisione il campo elettrico e di personalizzare la terapia, riducendo il rischio di coinvolgere aree cerebrali responsabili di possibili effetti collaterali.

La stimolazione cerebrale profonda è una terapia consolidata per i disturbi del movimento, in particolare per la malattia di Parkinson, il tremore essenziale e la distonia. L’esperienza dell’équipe veronese con la DBS dura da circa vent’anni: nei pazienti parkinsoniani trattati è stato registrato un miglioramento medio della sintomatologia motoria tra il 65% e il 70%, una riduzione del 75% delle fluttuazioni motorie e dell’80% delle discinesie, con una riduzione media della terapia farmacologica del 70%.

I neurochirurghi Michele Longhi e Alberto Feletti hanno sottolineato che la nuova generazione di elettrocateteri consente una precisione di stimolazione superiore in tempi più rapidi, con possibili benefici per il comfort del paziente e l’organizzazione dell’attività chirurgica. Il neurologo Giorgio Tommasi ha ricordato che la DBS rappresenta oggi una delle principali opzioni terapeutiche per i pazienti con Parkinson in fase avanzata che sviluppano fluttuazioni motorie o discinesie non adeguatamente controllate dai farmaci, ma che la selezione dei candidati deve essere rigorosa e tener conto delle condizioni generali e cognitive del paziente.

Fonte: Raccontiamo Verona

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