Verona · 24 Agosto 2026

Verona, aumentano i casi di ingestione accidentale di piante, bacche e funghi: l’allerta del Centro Antiveleni

Il Centro Antiveleni di Borgo Trento e l’Ispettorato Micologico dell’ULSS 9 segnalano rischi per bambini e animali; nel 2025 esaminati 3.241 funghi, 836 non commestibili

Verona, aumentano i casi di ingestione accidentale di piante, bacche e funghi: l’allerta del Centro Antiveleni

Con il prolungarsi delle giornate all’aperto aumentano le segnalazioni di casi collegati all’ingestione involontaria di piante, bacche e funghi, spesso coinvolgendo bambini e animali domestici. A richiamare l’attenzione è il Centro Antiveleni di Verona, con sede a Borgo Trento, diretto da Giorgio Ricci, che viene frequentemente contattato per episodi di questo tipo.

Tra le specie segnalate come potenzialmente pericolose figurano le bacche rosse del Solanum pseudocapsicum, note come “ciliegie di Gerusalemme”, che possono essere confuse dai bambini con i pomodorini, e l’Atropa belladonna, le cui bacche possono ricordare per forma e colore i mirtilli. L’oleandro è indicato come tossico in caso di ingestione, mentre il semplice contatto con foglie e fiori non viene ritenuto pericoloso secondo quanto riportato.

Sono state inoltre citate piante in grado di provocare irritazioni per contatto, presenti anche in ambiente domestico: Dieffenbachia, Ficus Benjamin, Spatiphyllum ed Euphorbia. Particolare rilievo è stato dato alla Panace di Mantegazza, che può determinare arrossamenti, gonfiore e vescicole con peggioramento dopo l’esposizione al sole.

Per i funghi il rischio principale è l’errore di riconoscimento: alcune confusione possono portare a intossicazioni gravi, fino a danni irreversibili al fegato. Viene citato l’esempio della possibile confusione tra Macrolepiota procera, comunemente considerate commestibili (Mazze da tamburo), e talune specie del genere Lepiota che possono contenere amatossine.

L’ULSS 9 mette a disposizione gratuitamente il servizio dell’Ispettorato Micologico del SIAN, rivolto ai raccoglitori e ai turisti. Nel 2025 i micologi dell’ULSS 9 hanno esaminato 3.241 esemplari di funghi raccolti nel Veronese, riscontrandone 836 non commestibili.

«Il Centro Antiveleni di Verona viene contattato in caso di incidenti che si verificano durante le giornate di sole e le passeggiate nella natura», spiega la dottoressa Matilde Bacchion, medico del Centro Antiveleni dell’Aoui Verona, che segnala come i casi più comuni siano l’ingestione incauta da parte di bambini o animali domestici e gli errori di riconoscimento.

Gli specialisti citati nell’articolo avvertono dell’importanza di non consumare piante, bacche o funghi di cui non si ha certezza dell’identificazione e raccomandano di rivolgersi tempestivamente al Centro Antiveleni in caso di sospetta intossicazione, evitando rimedi fai‑da‑te.

Fonte: Raccontiamo Verona

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