Film Festival della Lessinia: il 22 agosto tra memoria del terremoto del Friuli e giornate dedicate a montagna e patrimoni culturali
Appuntamenti di Parole Alte con incontri, proiezioni, escursioni e musica che coinvolgono comunità e esperti della Lessinia
Il Film Festival della Lessinia riserva un momento di memoria sabato 22 agosto alle 16 nella Piazza del Festival con Walter Tomada, che presenterà il libro La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976 (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2026). L'incontro ricorda la scossa che il 6 maggio 1976 colpì il Friuli: 59 secondi di violenza che causarono 990 morti, oltre 100.000 senzatetto e sfollati, 18.000 case distrutte e 75.000 lesionate, e che avviarono la ricostruzione nota come “modello Friuli”.
La mattina, alle 10.30 in Sala Olimpica, è in programma il confronto "Pascoli, pastori e montagna: custodi di un paesaggio" con il geobotanico Cesare Lasen, l’antropologa Valentina De Marchi e l’allevatrice Barbara Crea. Il convegno è organizzato dal Cai Veneto insieme al Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano del Club Alpino Italiano; interverranno i presidenti Francesco Abbruscato e Marco Cabbai.
Al Teatro Vittoria, alle 10, sarà proiettato il film I Cimbri di Peter Schreiner, che documenta la comunità di Giazza tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta e la conservazione dell'antico idioma tauc, il cimbro.
La giornata si apre alle 9 con la partenza da Conca dei Pàrpari (Roverè) per l'escursione "Bertoldo: parché se dise cossì", guidata dallo studioso Ezio Bonomi su un percorso ad anello fino ai Fondi de Pàrparo. All'iniziativa partecipano i volontari dei gruppi Cai Lessinia, Cai Tregnago e Amici Senza Barriere, con il trasporto delle persone con disabilità effettuato con le joelette.
Alle 9.30 al Museo Luxino è in programma il laboratorio "Imparare il cimbro con la Pimpa", dedicato ai rudimenti del tauc, dialetto alto‑tedesco parlato sui Monti Lessini.
Alla Trattoria del Festival, alle 10.15 e alle 15, il Consorzio del Formaggio Monte Veronese Dop conduce il laboratorio "Un'ora da casaro" per la trasformazione del latte in formaggio, con degustazione del Monte Veronese Dop; l'iscrizione è obbligatoria.
Nel pomeriggio, alle 15.30, è in concorso il documentario Chun ri huan you di Dongnan Chen, che segue il viaggio di Qihuo e due amiche attraverso le montagne della Cina in occasione del rito di passaggio noto come "cambio della gonna".
Alle 18, nella sezione Montagne Italiane, verrà proiettato Per Silenzio e Vento di Marco Zuin, con interventi dello scrittore Matteo Righetto che riflettono sul senso dell'alpinismo e della vita in montagna.
La serata di concorso alle 21 propone La voix du troupeau di Matthias Joulaud e Lucien Roux, storia di un allevatore sordo che comunica con le sue mucche attraverso una lingua dei segni da lui elaborata. A seguire il corto Tales of Minho di Radek Ševčík e Petr Chromčák, che racconta immagini e memorie della regione del Minho in Portogallo.
Alle 18.30 nella Piazza del Festival Margherita Sciarretta (voce narrante) e Matteo Zenatti (tastiera e voce) presenteranno "Shackleton, Sir Ernest cover", narrazione musicale sull'epopea dell'Endurance e la sopravvivenza dell'equipaggio.
La serata si conclude alle 23 nella Piazza del Festival con il concerto del Trio Médula: Andrea Ballini alla chitarra acustica, Valerio Willy Goattin al cajón e al banjo e Mladen Misan alla fisarmonica e al bouzouki irlandese. Il gruppo propone un repertorio di musica tradizionale irlandese, country e bluegrass; dal 2018 ha tenuto oltre 300 concerti.