Rimpatriati 53 cittadini asiatici: 37 dall'Italia, tra loro un uomo coinvolto nell’incendio a Duino e nell’aggressione alla Polfer
Operazione coordinata dall’Italia con il supporto di Frontex; coinvolti anche Grecia e Cipro
Il 23 ottobre 2026 la Polizia di Stato, con il supporto operativo dell’agenzia europea Frontex, ha eseguito un volo charter per il rimpatrio di 53 cittadini asiatici. L’operazione, coordinata dall’Italia, ha interessato anche Grecia e Cipro: dall’Italia sono partite 37 persone, 10 sono state espulse dalla Grecia e sei da Cipro.
Tra i rimpatriati dall’Italia la fonte segnala persone con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, per reati legati alla sicurezza pubblica, per stupefacenti e per ingresso irregolare. In un caso specifico è stato rimpatriato un uomo arrestato ad agosto per aver appiccato un incendio boschivo lungo l’autostrada nel comune di Duino-Aurisina. Dopo essere stato rimesso in libertà in attesa del processo, l’uomo era stato nuovamente arrestato a ottobre a Trieste per aver aggredito e ferito due agenti della Polizia Ferroviaria; il rimpatrio si è svolto dopo il via libera dell’autorità giudiziaria. Sempre nell’ambito dell’operazione è stata eseguita anche una espulsione con le procedure accelerate di frontiera previste dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
La misura si colloca nel più ampio sistema di contrasto all’immigrazione irregolare che interessa il Friuli Venezia Giulia, territorio attraversato dalla rotta balcanica. Sul fronte locale le attività non si limitano ai controlli ai valichi, ma proseguono nell’entroterra del Carso dove le forze dell’ordine intercettano persone entrate irregolarmente e agiscono contro le reti che organizzano i trasferimenti verso l’Europa occidentale.
I dati diffusi dal Viminale nell’estate 2026 forniscono il contesto operativo: dal 21 ottobre 2023 al 30 giugno 2026, lungo il confine con la Slovenia, sono stati fermati quasi 719.000 veicoli e rintracciati 11.568 stranieri irregolari in ingresso; nello stesso periodo sono stati effettuati 678 arresti, di cui 289 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La fonte precisa che tali numeri si riferiscono all’intero settore orientale e non soltanto alla provincia di Trieste.
Sul territorio triestino, la Polizia di frontiera aveva già segnalato nel settembre 2025 che dall’ottobre 2023 erano stati rintracciati 4.787 migranti irregolari, con 1.694 respingimenti alla frontiera e 365 arresti complessivi in occasione dei controlli, 187 dei quali per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le attività di retrovalico puntano anche a individuare i cosiddetti passeur, con controlli lungo le strade del Carso, nei pressi dei valichi e su veicoli leggeri e pesanti, poiché i migranti possono viaggiare sia nascosti sia accompagnati da conducenti che tentano di eludere i controlli.
La cooperazione con la Polizia slovena è indicata come elemento operativo rilevante: pattuglie miste e scambi informativi consentono interventi su entrambi i lati del confine per seguire i movimenti e contrastare le organizzazioni di trasferimento. Nel bilancio del 2025 la Polizia di frontiera ha riferito che le pattuglie miste italo-slovene hanno rintracciato 1.461 migranti irregolari, 1.373 dei quali in territorio sloveno.
Negli ultimi giorni si è inoltre svolta una esercitazione congiunta tra la Polizia di Stato di Trieste e la Direzione di Polizia di Capodistria nelle aree di Divaccia, Basovizza e Cosina, in cui sono state simulate procedure di inseguimento transfrontaliero e verificate le modalità operative previste dagli accordi bilaterali.
Secondo la fonte, il rimpatrio dei 53 cittadini asiatici rappresenta un ulteriore intervento nell’ambito delle attività che mirano a intercettare ingressi irregolari, colpire chi organizza i trasferimenti e applicare i provvedimenti di espulsione previsti dalla legge.