Empatia, scienza e personalizzazione: il metodo del nutrizionista Leopoldo Cervo a Trieste
Intervista a Dott. Leopoldo Cervo · Biologo Nutrizionista
Esperienza, ascolto e strumenti diagnostici per costruire percorsi nutrizionali realmente personalizzati. È questa la visione del Dott. Leopoldo Cervo, biologo nutrizionista a Trieste, che dal 1997 si occupa di nutrizione clinica e sportiva, educazione alimentare e disturbi del comportamento alimentare.
Formazione ed esperienza professionale
Dottor Cervo, qual è stato il suo percorso formativo e dove svolge oggi la sua attività?
«Mi sono laureato a Trieste e ho successivamente conseguito un master in nutrizione a Roma. Esercito la professione dal 1997 e oggi lavoro come biologo nutrizionista a Trieste, presso Pinetacity – PoliFVG.
In quasi trent’anni di attività ho potuto seguire persone con esigenze molto diverse: dalla nutrizione clinica alla gestione del peso, dai disturbi del comportamento alimentare fino alla preparazione degli atleti professionisti.»
Quando il percorso nutrizionale cambia la vita
Tra i casi affrontati recentemente ce n’è uno che considera particolarmente significativo?
«Ho seguito una giovane donna di 25 anni affetta da bulimia e binge eating. In un anno e mezzo ha perso 50 chilogrammi ed è stata successivamente sottoposta a chirurgia bariatrica.
Un caso come questo mostra quanto sia importante non ridurre il percorso a una semplice dieta. Occorre comprendere la persona, le sue difficoltà e i comportamenti che accompagnano il rapporto con il cibo. Il lavoro nutrizionale deve inserirsi in un percorso serio, personalizzato e, quando necessario, condiviso con altre figure professionali.»
Misurare per comprendere i cambiamenti
Quali strumenti utilizza per valutare la composizione corporea e seguire i progressi?
«Utilizzo la plicometria, la bioimpedenzometria, o BIA, il metabolimetro e anche strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Sono supporti essenziali per capire le modificazioni fisiologiche indotte dal cambiamento dello stile di vita.
Il peso da solo non racconta tutto. È necessario osservare la composizione corporea e la sua evoluzione, valutando massa adiposa, massa muscolare e altri parametri utili. Per questo i controlli sono accurati e comprendono a ogni visita le indagini diagnostiche previste, tra cui plicometria e BIA.»
Empatia, evidenza scientifica e personalizzazione
Quali principi guidano la relazione con i suoi pazienti?
«Empatia, evidenza scientifica e personalizzazione sono alla base di qualsiasi relazione terapeutica nel mio studio. Il dialogo e l’ascolto sono elementi centrali del percorso, che affronto anche attraverso un approccio di tipo cognitivo-comportamentale.
Ogni persona porta con sé una storia, abitudini, difficoltà e obiettivi differenti. Il professionista deve saper accogliere anche il paziente più scettico o restio, metterlo a proprio agio e accompagnarlo senza giudizio.»
Educazione alimentare sul territorio
La sua attività comprende anche incontri formativi?
«Vengo chiamato spesso come relatore da istituzioni cittadine, realtà sportive e società sportive, con un intento formativo e informativo. Collaboro anche con le scuole.
La ricaduta si vede soprattutto nel comportamento dei ragazzi, che diventano più consapevoli delle proprie scelte. A volte questo cambiamento non viene accolto immediatamente dai genitori, ma è proprio da questi confronti che può nascere una cultura alimentare più corretta.»
La nutrizione nello sport professionistico
Che ruolo occupa lo sport nella sua esperienza professionale?
«Sono nutrizionista ufficiale della Pallacanestro Trieste, che milita in Serie A1, e della Pallanuoto Trieste, sia per la squadra maschile sia per quella femminile, entrambe nella massima serie.
Per me è motivo di grande orgoglio e per i pazienti rappresenta una garanzia ulteriore. Lavorare con atleti professionisti richiede rigore, aggiornamento e attenzione ai dettagli. Questa esperienza arricchisce anche l’attività quotidiana con tutte le persone che seguo.»
Visite, controlli e tempi di prenotazione
Come si svolge concretamente il percorso nel suo studio?
«Le visite possono essere prenotate online o telefonicamente; da un controllo all’altro è possibile fissare direttamente l’appuntamento presso lo studio. I tempi di attesa sono mediamente di una decina di giorni.
Ogni controllo comprende le valutazioni diagnostiche, come plicometria e BIA, ma soprattutto mantiene sempre uno spazio importante per il dialogo. In caso di necessità svolgo anche visite domiciliari.»
Che cosa emerge più spesso dalle recensioni dei pazienti?
«Mi vengono riconosciute professionalità e grande empatia. Sono aspetti a cui tengo molto, perché sentirsi accolti e a proprio agio aiuta anche il paziente più diffidente ad affrontare il cambiamento con maggiore fiducia.»
Un nuovo protocollo dedicato all’anti-aging
Quali sono i prossimi sviluppi della sua attività?
«Nei prossimi mesi avvierò una collaborazione presso la struttura in cui opero per attivare un protocollo anti-aging insieme ad altre figure professionali. Continuerò inoltre a mantenere informati i pazienti sulle novità legate all’alimentazione sana.»
L’esperienza come valore aggiunto
Che cosa distingue il suo metodo professionale?
«Senza peccare d’immodestia, sicuramente la lunga esperienza nel settore e l’abitudine a lavorare con atleti professionisti, con tutto il rigore che ne deriva.
Credo però che l’empatia sia una mia arma in più: riuscire ad accogliere anche il paziente più scettico e incredulo permette di costruire una relazione autentica e un percorso più solido.»
Che cosa direbbe a chi la cerca online per la prima volta?
«Troverà un ambiente accogliente e un professionista attento, scrupoloso e aggiornato sulle tecniche più recenti. Il mio obiettivo è anche eliminare falsi miti e accanimenti frustranti che troppo spesso popolano il mondo delle diete.
I canali ufficiali sono il mio sito e la pagina della struttura sanitaria presso la quale opero, dove è possibile anche prenotare una visita. Online sono disponibili la mia email e il numero di cellulare.»
Più attenzione ai comportamenti quotidiani
Qual è il messaggio conclusivo che considera più importante?
«Ancora oggi viene data troppa importanza ai farmaci rispetto ai comportamenti corretti, soprattutto a tavola. Inoltre molta informazione distorta, che può contribuire a comportamenti patologici, continua a essere promossa da una parte dell’industria alimentare.
Per questo servono educazione, consapevolezza e fonti affidabili. Una nutrizione sana non deve essere fatta di promesse impossibili o privazioni esasperate, ma di scelte sostenibili costruite sulla persona.»
Per informazioni e prenotazioni: sito ufficiale del Dott. Leopoldo Cervo.