Siracusa · 13 Ottobre 2026

Siracusa, mancano le aule per gli studenti di Architettura: interrogazione al sindaco e proteste in centro

La chiusura dell'ex caserma Abela per lavori di rigenerazione ha spostato le lezioni in altre sedi del centro storico; i consiglieri comunali chiedono soluzioni e un progetto universitario per la città

Siracusa, mancano le aule per gli studenti di Architettura: interrogazione al sindaco e proteste in centro
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La chiusura dell’ex caserma Abela, sede principale del corso di Architettura a Ortigia, ha lasciato gli studenti senza aule adeguate: l’immobile è stato chiuso per completare i lavori di rigenerazione avviati nei mesi scorsi e le lezioni sono state trasferite in due sedi alternative nel centro storico, ritenute dagli studenti insufficienti. Secondo la cronaca, gli studenti hanno organizzato una protesta spontanea il 12 ottobre 2026.

Sulla situazione sono intervenuti i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro e Paolo Romano, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco Francesco Italia. I due hanno chiesto quali iniziative siano state adottate e come l’amministrazione intenda contribuire a risolvere il problema. Hanno inoltre richiesto l’elenco degli immobili comunali che possono essere utilizzati, anche temporaneamente, per ospitare lezioni e attività formative mentre l’ex caserma Abela è chiusa.

“I ragazzi meritano ascolto e risposte rapide”, affermano Cavallaro e Romano, che sollevano la questione anche come spunto per una riflessione più ampia sul futuro universitario della città. Nel documento ricordano che Siracusa ospita corsi dell’Università di Catania — Architettura, Progettazione e gestione del turismo culturale e Infermieristica — e corsi dell’Università di Messina — Giurisprudenza, Consulente del lavoro e scienze dei servizi giuridici e Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione — oltre alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici.

Secondo i consiglieri, questo patrimonio formativo andrebbe valorizzato con “una regia comune”. Nel breve periodo chiedono di garantire aule adeguate, luoghi di studio e servizi accessibili; nel medio periodo propongono di consolidare i corsi esistenti, valutare nuove opportunità formative e rafforzare il rapporto tra università, professioni, imprese e istituzioni del territorio.

Cavallaro e Romano sottolineano l’obiettivo di permettere agli studenti di scegliere di studiare a Siracusa senza essere costretti ad andare via per mancanza di opportunità, e di attrarre anche giovani da altre città. Intanto, prosegue la nota, gli studenti non intendono arrendersi e stanno organizzando ulteriori manifestazioni nei prossimi giorni.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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