La Chiesa Madre di Floridia: elementi architettonici e origini storiche
La parrocchiale dedicata a San Bartolomeo conserva una facciata barocca a tre ordini e portoni scolpiti da Romeo Sandrin nel 2003
La Chiesa Madre di Floridia, intitolata a San Bartolomeo, è il principale edificio di culto del centro storico floridiano. Internamente la pianta è a croce latina e l’interno è suddiviso in tre navate; tra gli elementi più apprezzati figurano le decorazioni sulla volta dell’abside.
La facciata, realizzata in stile barocco, si sviluppa su tre ordini ed è caratterizzata da una torre cilindrica centrale, convessa rispetto alle ali laterali. Nel primo ordine si apre il portale principale, incorniciato da due colonne in stile tuscanico che sorreggono una trabeazione con greche scolpite in bassorilievo. Ai lati dell’ingresso si trovano due nicchie con archetti barocchi; i portali laterali sono sormontati da timpani spezzati.
I tre portoni d’ingresso sono opera dello scultore padovano Romeo Sandrin e sono stati realizzati nel 2003. Il portone destro raffigura episodi dell’Antico Testamento, quello sinistro scene del Nuovo Testamento, mentre il portone centrale rappresenta episodi della Vita di Maria insieme ai Cinque Sacramenti.
Il secondo ordine della facciata è dominato da un ampio finestrone incorniciato da colonne con capitelli scolpiti e coronato da un timpano spezzato; ai lati compaiono nicchie con archetti barocchi e, sopra la trabeazione, sono collocati due contrafforti a spirale accanto alla torre campanaria.
Il terzo ordine comprende il campanile, con tre finestre separate da due colonne. In sommità si trova un orologio meccanico, affiancato da due obelischi in pietra.
Le origini della chiesa risalgono a un edificio di culto dedicato alla Madonna della Provvidenza, presente già nell’antica Xiridia; questa costruzione fu completamente distrutta dal terremoto del 1693. La ricostruzione della Chiesa Madre iniziò nel 1748 per volontà del Duca Ignazio Migliacci.
Secondo la tradizione, la dedicazione a San Bartolomeo è riconducibile all’impegno della famiglia Bonanno, che contribuì alla ricostruzione. I Bonanno possedevano terreni a Lipari, dove erano conservate le reliquie del santo, e avrebbero voluto introdurre e diffondere il culto di San Bartolomeo anche a Floridia.
Articolo a cura di Oriana Gionfriddo. Pubblicato il 2026-08-18T17:00:00+00:00.