Polo per l’infanzia di Cassibile: appalto risolto, lavori riaffidati e contesa giudiziaria
Il Comune rescinde il contratto con Appaltitalia; nuova aggiudicazione a A.E.GI. Spadaro Srl. Ricorso e richiesta di accesso agli atti al centro di un contenzioso
Il cantiere del Polo per l’infanzia di via Giusti a Cassibile, finanziato nell’ambito del Pnrr, è al centro di una controversia tra il Comune di Siracusa e la società Appaltitalia, primo appaltatore dell’opera.
Il contratto iniziale tra Appaltitalia e Palazzo Vermexio era stato stipulato il 10 novembre 2023 per un importo netto di 2.645.901,87 euro. Secondo la ricostruzione contenuta in una recente sentenza del Tar di Catania, durante l’esecuzione sarebbero emerse criticità tecniche tra elaborati strutturali e architettonici e presunte carenze anche sugli impianti: si tratta di affermazioni rese dall’impresa e riportate dal provvedimento amministrativo, non di accertamenti di responsabilità del tribunale amministrativo.
Appaltitalia riferisce inoltre che il 2 febbraio 2026 il collaudatore statico in corso d’opera avrebbe rilevato la necessità di nuovi calcoli strutturali. Per superare lo stallo l’impresa sostiene di aver predisposto a proprie spese nuove verifiche strutturali e soluzioni integrative anche per impianti elettrici, fotovoltaici, meccanici, antincendio e per alcuni aspetti architettonici; l’accordo bonario proposto però non sarebbe stato sottoscritto.
Il 19 marzo 2026 il Comune ha disposto unilateralmente la risoluzione in danno del contratto d’appalto. Appaltitalia ha quindi impugnato la decisione e ha promosso un giudizio davanti al Tribunale civile di Catania, dove il procedimento risulta pendente.
Per garantire il completamento dell’intervento finanziato dal Pnrr, il Comune ha avviato una nuova procedura negoziata senza bando il 23 aprile 2026, con un nuovo progetto e relativi elaborati tecnici ed economici. Il 30 aprile 2026 i lavori sono stati aggiudicati definitivamente alla A.E.GI. Spadaro Srl.
La controversia è proseguita davanti al Tar di Catania in relazione a una richiesta di accesso agli atti presentata da Appaltitalia. L’ex appaltatore ha chiesto di visionare capitolato, computo metrico, elenco prezzi, quadro economico ed elaborati strutturali, architettonici e impiantistici del progetto di completamento, sostenendo di voler accertare se fossero stati utilizzati i calcoli e le soluzioni sviluppate dai propri professionisti durante il precedente tentativo di accordo. Il Tar ha respinto il ricorso per accesso agli atti ritenendo la richiesta troppo generica e priva di un collegamento adeguato tra i documenti richiesti e le esigenze difensive indicate dall’impresa.
La vicenda resta quindi aperta su due fronti: il procedimento pendente davanti al Tribunale civile di Catania sulla risoluzione del contratto e le questioni amministrative discusse al Tar riguardo all’accesso ai documenti del nuovo progetto.