Casa del Pellegrino, avviata la verifica per la bonifica: Comune e Santuario puntano a una soluzione entro l’anno
Accesso all’immobile il 6 ottobre 2026 con forze dell’ordine e tecnici; sul tavolo due ipotesi per definire il futuro della struttura
Il 6 ottobre 2026 è stato effettuato l’accesso alla Casa del Pellegrino di Siracusa per una prima verifica dello stato dei luoghi, passo preparatorio all’avvio della bonifica e agli interventi necessari alla messa in sicurezza dell’immobile.
All’operazione hanno partecipato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia municipale e Vigili del fuoco, insieme ai tecnici del Comune, ai legali del Comune e del Santuario e al capo di gabinetto del Comune, Giuseppe Gibilisco. L’intervento era stato definito dopo il confronto in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e un successivo tavolo tecnico in Questura.
L’obiettivo immediato è verificare le condizioni interne, procedere alla bonifica degli ambienti e impedire nuovi accessi abusivi alla struttura.
Negli ultimi anni la Casa del Pellegrino è stata interessata da occupazioni abusive, episodi di vandalismo, furti e incendi e ha ospitato anche persone senza dimora. Nei giorni precedenti erano stati chiusi nuovamente alcuni accessi e svolti sopralluoghi preliminari in vista dell’intervento odierno.
Parallelamente alle operazioni di messa in sicurezza, Comune e Santuario stanno proseguendo il confronto per trovare una soluzione definitiva della controversia. Sul tavolo ci sarebbero due ipotesi entrambe valutate positivamente dalle parti; Prefetto e Questore avrebbero sollecitato una definizione in tempi brevi e previsto incontri per monitorare lo stato della trattativa, con l’auspicio di raggiungere un’intesa entro la fine dell’anno.
La Casa del Pellegrino è di proprietà del Comune. Nel 1997 l’immobile fu concesso in comodato gratuito per cinquanta anni al Santuario della Madonna delle Lacrime. Nel 2020 il Comune avviò la procedura per la revoca del comodato contestando modalità di utilizzo e gestione; ne seguì un contenzioso amministrativo che, dopo una prima decisione favorevole al Comune, nel 2024 fu riformato dal Consiglio di giustizia amministrativa che riconobbe le ragioni del Santuario e il ripristino della disponibilità del bene nell’ambito del comodato.
Secondo quanto indicato dall’amministrazione comunale, la pronuncia giudiziaria non ha risolto concretamente il futuro dell’immobile, da qui il confronto avviato nei mesi recenti e l’intervento coordinato con Prefettura e Questura. Il capo di gabinetto Giuseppe Gibilisco ha sottolineato che l’intento è procedere su due binari paralleli: mettere subito in sicurezza e bonificare l’immobile e, contemporaneamente, cercare di chiudere la controversia tra Comune e Santuario entro pochi mesi, prima di definire con certezza il futuro utilizzo della struttura.