Urso visita l’ISAB di Priolo dopo il passaggio a Ludoil: piano da 1,3 miliardi
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha incontrato istituzioni, sindacati e lavoratori; Ludoil annuncia investimenti quinquennali
Il 3 ottobre 2026 il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha effettuato una visita al complesso industriale ISAB nell’area Priolo‑Melilli‑Siracusa, il principale polo di raffinazione del Paese, a dieci giorni dal closing che ne ha affidato il controllo al Gruppo Ludoil. Ad accoglierlo sono stati il Presidente del Gruppo Ludoil, Donato Ammaturo, e l’Amministratore Delegato di ISAB, Paolo Fedeli.
Dalla Sala Controllo, che governa l’intero ciclo produttivo, alle unità di processo, il Ministro ha attraversato l’impianto per poi incontrare i lavoratori, alla presenza del Prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, dei sindaci del territorio e delle rappresentanze sindacali. Il confronto ha riunito per la prima volta attorno alla nuova guida le istituzioni, le comunità locali e chi nel sito lavora ogni giorno, nel segno di una continuità industriale che l’intero sistema Paese ha contribuito a preservare e a rilanciare.
Secondo quanto riportato, ISAB vale oltre un quinto della capacità di raffinazione italiana, con circa mille dipendenti diretti e altre duemila persone occupate attraverso le imprese dell’indotto, e costituisce un pilastro della sicurezza energetica del Paese.
Il piano industriale annunciato dal Gruppo Ludoil prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro nell’arco del prossimo quinquennio, destinati alla piena efficienza degli impianti e allo sviluppo dei biocarburanti, con la conferma dell’intero organico.
Il ministro Urso ha dichiarato: “ISAB rappresenta un esempio concreto di come si può difendere l’interesse nazionale attraverso scelte strategiche di politica industriale. Quattro anni fa, appena giunti al governo, abbiamo impedito la chiusura del principale polo di raffinazione italiano; oggi ISAB torna in mani italiane, con la piena tutela degli occupati e 1,3 miliardi di investimenti. Aver preservato la nostra capacità di raffinazione, mentre altri Paesi europei la riducevano, è stata una scelta lungimirante: oggi l’Italia produce più gasolio di quanto ne consumi e dispone di una capacità industriale strategica, che può contribuire alla sicurezza energetica del nostro Paese e dell’Europa.”
L’Amministratore Delegato di ISAB, Paolo Fedeli, ha aggiunto: “ISAB si propone come un esempio virtuoso di eccellenza nell’impiantistica industriale e ambientale, centrale per il Paese e traino per il territorio che la ospita da cinquant’anni.”