Emolumenti ai vertici dei Liberi Consorzi: Gradenigo chiede il voto prima di qualsiasi compenso
La commissione Bilancio dell'Ars approva un emendamento che estende i compensi a presidenti e consiglieri; l'appello del presidente di Lealtà e Condivisione coinvolge anche i rappresentanti della Provincia di Siracusa
Dopo il raddoppio degli emolumenti per sindaci, assessori e consiglieri comunali, la commissione Bilancio dell'Ars ha approvato un emendamento proposto da Fratelli d’Italia per assegnare gli stessi compensi ai presidenti e ai consiglieri degli ex enti provinciali ora Liberi Consorzi. La misura riguarda i Liberi Consorzi di Siracusa, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa, oltre alle tre città metropolitane di Catania, Palermo e Messina. L’emendamento è stato approvato da tutti i gruppi in commissione ad eccezione dei 5Stelle e di Controcorrente.
Carlo Gradenigo, presidente di Lealtà e Condivisione, ha contestato l’iniziativa: secondo Gradenigo si tratterebbe di un atto che ridefinisce unilateralmente le condizioni di contratti originariamente stipulati con l’incarico a titolo “gratuito”, assegnando uno stipendio a chi fu nominato senza passare per il giudizio diretto degli elettori. Nella sua dichiarazione ha inoltre quantificato in 4,5 milioni di euro l’impatto annuo della misura.
Gradenigo ha sottolineato che, pur ritenendo legittima la retribuzione di chi fa politica, la condizione indispensabile per l’erogazione di tali somme dovrebbe essere il conferimento dell’incarico tramite voto popolare e non tramite accordi interni di partito nelle cosiddette “elezioni” di secondo grado. Ha inoltre richiamato il contesto di difficoltà economiche e dei disservizi nei servizi essenziali (acqua, rifiuti, trasporti, sanità, politiche sociali), sostenendo che l’approvazione dell’emendamento da parte dell’assemblea regionale sarebbe «uno schiaffo» destinato ad incrementare il divario tra cittadini e politica.
Infine Gradenigo ha rivolto un appello ai potenziali beneficiari nella Provincia di Siracusa: chiede loro di opporsi al progetto e di subordinare l’approvazione e l’applicazione dei compensi alla convocazione di nuove e reali elezioni pubbliche.