Siracusa: presidio davanti alla Prefettura il 2 ottobre contro il Ddl 1004
BDS SIRACUSA e Comitato Siracusano per la Palestina promuovono la protesta in concomitanza con la discussione alla Camera
A Siracusa è convocato un presidio per venerdì 2 ottobre, dalle 18:30, davanti alla Prefettura. L’iniziativa è promossa da BDS SIRACUSA e dal Comitato Siracusano per la Palestina in occasione della discussione del Ddl 1004, il cosiddetto Disegno di legge Antisemitismo, all’esame dell’Aula della Camera.
Secondo gli organizzatori, l’appello a partecipare è stato firmato da oltre 250 realtà e mira a «fermare la ‘norma-bavaglio’», sostenendo che la proposta di legge sovrapporrebbe la definizione di antisemitismo al diritto di critica verso le politiche dello Stato d’Israele nei confronti del popolo palestinese, rischiando di compromettere la libertà di opinione e il diritto al dissenso sanciti dall’articolo 21 della Costituzione.
Nel testo dell’appello gli stessi promotori dichiarano di avere già scritto una lettera aperta e tornano a chiedere a «tutte le deputate e i deputati» di non votare il provvedimento, ritenuto in grado, se approvato, di limitare la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e di «genocidio, pulizia etnica e apartheid» nei confronti del popolo palestinese.
Il presidio chiede l’eliminazione dalla normativa della definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), definita lesiva della libertà di opinione. In alternativa, gli organizzatori richiamano la scelta indicata dall’Ordine dei Giornalisti, che ha indicato nella Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo un riferimento, secondo loro, capace di tutelare la lotta all’odio verso gli ebrei senza compromettere la libertà di stampa, di ricerca e di critica politica.
Nel comunicato viene poi sottolineato che criticare le politiche di Israele, denunciare il genocidio e le violazioni del diritto internazionale e chiedere giustizia per la Palestina non equivale, a loro avviso, ad antisemitismo. Gli organizzatori concludono affermando il loro rifiuto verso l’uso della lotta all’antisemitismo come strumento per restringere gli spazi del dissenso e della libertà culturale.