Siracusa · 30 Settembre 2026

Nicita: chiarimenti sul contratto fra ISAB e Trafigura necessari dopo l’ingresso di Ludoil

Il senatore del Pd annuncia un’interrogazione al Governo per conoscere termini e impatti dell’accordo esclusivo che vincola forniture e ritiri fino al 2033

Il trasferimento del controllo di ISAB da GOI Energy a Ludoil ha riportato all’attenzione il rapporto contrattuale fra la raffineria di Priolo e il trader Trafigura. A sollevare la questione è il senatore siracusano del Pd Antonio Nicita, che ha annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy per chiedere chiarimenti sui contenuti dell’accordo.

Nel provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato del 4 agosto 2026 relativo all’acquisizione di ISAB da parte di Ludoil è indicata l’esistenza di un accordo di fornitura e ritiro in esclusiva con Trafigura, valido fino al 2033. Secondo l’Autorità, Trafigura fornisce a ISAB il greggio e le altre materie prime necessarie alla raffinazione e ritira circa il 90% dei prodotti raffinati; una risoluzione anticipata del contratto avrebbe conseguenze economiche rilevanti per la raffineria.

Nicita concentra le sue critiche su questo vincolo contrattuale e sulle conseguenze economiche: “Se confermata, l’esistenza di contratti in esclusiva sia sulla fornitura del greggio, sia sul riacquisto dei prodotti – sostiene il senatore Dem – ha interamente trasferito sull’asset strategico di interesse nazionale ISAB il rischio d’impresa, permettendo a Trafigura di trattenere per sé la quasi totalità dei margini fra ciò che vende e ciò che ricompra”.

Il senatore precisa di basare le sue osservazioni su un’interpretazione politica degli effetti dell’accordo e chiede che siano resi noti i termini economici e le clausole prima di trarre conclusioni definitive sulla redditività della raffineria.

Nicita richiama inoltre quanto emerso nel 2025 da un’inchiesta del Financial Times, che descrisse tensioni tra gli investitori di GOI Energy e Trafigura e un accordo decennale attraverso il quale il trader garantiva il capitale circolante e la fornitura di greggio, assicurandosi anche il ritiro dei prodotti raffinati. Il quotidiano britannico riferì di accuse mosse da un investitore di GOI nei confronti di Trafigura, che il trader respinse sostenendo l’indipendenza dei propri accordi commerciali basati su condizioni di mercato.

Ludoil ha acquisito il 51% di ISAB da GOI Energy e assunto il controllo industriale della raffineria, annunciando un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi di euro in cinque anni, che comprende il rilancio di alcune unità e lo sviluppo di biocarburanti, SAF e HVO. Per Nicita, tuttavia, resta da verificare quanto spazio di autonomia commerciale e industriale abbia la nuova proprietà rispetto al contratto con Trafigura: “Se questo quadro fosse confermato – afferma Nicita – avremmo una raffineria che sopporta per intero il rischio senza trattenere il valore e che per questo non potrebbe programmare in autonomia gli investimenti nella transizione ecologica, nella formazione e nel lavoro”.

Un ulteriore elemento citato è l’estratto del Dpcm del 5 agosto 2026 con cui il Governo ha esercitato i poteri speciali imponendo prescrizioni sull’acquisizione del 51% di ISAB. Nicita contesta la scarsa conoscibilità, a suo giudizio, dei contenuti di quelle prescrizioni da parte dei lavoratori e del territorio e annuncia: “Presenteremo un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy – annuncia – per conoscere i termini esatti del contratto fra Isab e Trafigura, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso”.

La richiesta riguarda anche il ruolo effettivamente esercitato dal trader nella gestione della raffineria e le intenzioni del Governo rispetto all’attuazione e alla verifica delle nuove prescrizioni di Golden Power.

Nicita collega infine la questione alla capacità del polo industriale di affrontare gli investimenti della transizione energetica e alla situazione del depuratore consortile IAS, osservando che senza chiarire il quadro contrattuale non sarà possibile programmare gli investimenti necessari: “Senza sciogliere questo nodo – conclude – non potranno esserci gli investimenti necessari ad alcuna transizione ecologica del polo, e il futuro di Priolo, dei lavoratori diretti e dell’indotto resterà appeso alle convenienze di un trader internazionale”.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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