Crematorio nel cimitero di Siracusa fermo dal 2023: Milazzo (Pd) chiede chiarezza
Il progetto di fattibilità era stato approvato dalla Giunta Italia nella prima parte del 2023; secondo il capogruppo dem l'iter si è poi arrestato e ci sarebbero pareri contrari negli uffici
Un progetto approvato nel 2023 per un forno crematorio nell'area dell'attuale cimitero di Siracusa non sembra aver avuto sviluppi successivi. A sollevare la questione è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Massimo Milazzo, che chiede all'amministrazione comunale spiegazioni sullo stato dell'iter.
La questione si inserisce nel più ampio dibattito sulla disponibilità degli spazi cimiteriali e sull'attesa per il nuovo cimitero, un tema di cui — nota Milazzo — si è parlato sempre meno negli ultimi mesi.
"Siracusa, pur essendo una città del Mediterraneo con tanto sole, spesso è avvolta dalle nebbie", ironizza Milazzo, ricordando che nella prima parte del 2023 la Giunta Italia approvò il progetto di fattibilità per un crematorio annesso all'attuale cimitero. "Da allora, però, non si è saputo più nulla".
Secondo il capogruppo dem, la realizzazione di un forno crematorio risponderebbe a un'esigenza concreta della città: "è una struttura moderna e corrisponde a una necessità di tante persone. Il cimitero è saturo, non ci sono più loculi disponibili e la cremazione consente di affrontare anche il problema della gestione dei resti dei propri cari".
Milazzo osserva inoltre che oggi molte famiglie optano per la cremazione, ma sono costrette a rivolgersi a strutture fuori città con conseguenti maggiori costi.
Pur ricordando l'approvazione del progetto di fattibilità da parte della Giunta comunale nella prima parte del 2023, il capogruppo Pd afferma che l'iter si sarebbe in seguito fermato e che, dai "rumors" provenienti dagli uffici, emergerebbero pareri contrari.
"Ma quando c’è un parere contrario ci si siede, si convoca una conferenza di servizi, si comprendono le ragioni e si cerca una soluzione", conclude Milazzo, aggiungendo: "perché se non si fa nulla, il crematorio resterà lì, tra le nebbie e tra le tante cose non fatte di questa città".