Epipoli Sporting Center fermo: Burti chiede chiarimenti sull'iter amministrativo
La proposta delle associazioni Albatro e Medea, presentata nell'agosto 2025, attende ancora l'avvio di una procedura pubblica senza tempi certi
Un progetto presentato più di un anno fa per la realizzazione dell'Epipoli Sporting Center resta in attesa di un percorso amministrativo definito. L'iniziativa, avanzata dalle associazioni sportive Albatro e Medea, riguarda l'area di Epipoli e ha suscitato l'intervento del consigliere comunale Cosimo Burti, che ha chiesto chiarimenti all'amministrazione comunale.
La vicenda è collegata a una specifica modalità prevista dal regolamento comunale per l'assegnazione di aree e spazi a servizio delle associazioni sportive e di soggetti che intendono realizzare strutture di interesse pubblico. Burti segnala che nell'agosto 2025 le due società sportive presentarono un'istanza per accedere a questo percorso, con l'intento che l'iter proseguisse tramite una futura procedura di avviso pubblico.
Secondo il consigliere, dopo oltre un anno non era arrivata alcuna risposta formale: solo a seguito della sua interrogazione è pervenuta una nota dell'amministrazione nella quale si comunica che la proposta è stata presa in considerazione e che verrà avviata una procedura di avviso pubblico, senza però indicare tempi precisi per l'avvio.
Burti ha richiamato anche un tema più ampio per la città: la necessità di nuovi spazi sportivi. Ha osservato che "Siracusa ha sete di sport" e che gli impianti comunali attuali risultano insufficienti rispetto alle esigenze delle numerose realtà sportive locali.
Il consigliere ha indicato lo strumento previsto dal regolamento come possibile soluzione per favorire investimenti da parte di privati e associazioni nella realizzazione di nuovi impianti. Secondo Burti, questo approccio potrebbe contribuire a liberare parte dell'attuale occupazione delle strutture comunali, creare nuove opportunità e permettere alle associazioni di realizzare e gestire autonomamente spazi, mentre gli impianti pubblici potrebbero essere resi disponibili ad altre realtà che oggi faticano a trovare posto.