Esposto alla Procura di Catania sulla privatizzazione della Sac: chieste verifiche su commissario, atti e trasparenza
Un gruppo di rappresentanti istituzionali, sindacali e civici chiede alla magistratura di accertare la regolarità dell’iter per la cessione della quota di maggioranza della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso
È stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania relativo alla procedura di privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. A firmarlo è un gruppo composto da rappresentanti istituzionali, sindacali e civici che chiedono alla magistratura di verificare la regolarità dell’iter e dei comportamenti degli organi coinvolti.
Tra i sottoscrittori figurano Giovanni Lo Schiavo (legale rappresentante pro tempore della Cisal), Francesco Cannizzo (promotore del Patto della Sicilia Orientale), il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, Mirko Stefio (Movimento Sicilia d’Azione), Antonio Prelati e Paolo Crocifisso (Comitato a difesa e sviluppo degli Aeroporti Iblei), Claudio Melchiore (rappresentante Vussia e Cassutta) e l’avvocato Vito Pirrone (presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Pubblica Amministrazione).
Al centro del documento c’è la procedura per la cessione della quota di maggioranza della Sac, attualmente controllata dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. I firmatari sollevano dubbi in particolare sui poteri del commissario straordinario della Camera di Commercio, Antonio Belcuore, e sulla possibilità che la gestione commissariale potesse assumere decisioni in grado di modificare in modo permanente l’assetto proprietario di una società considerata strategica per il territorio.
L’esposto chiede di accertare, sotto il profilo giuridico, se la gestione commissariale fosse legittimata a promuovere un’operazione di questa portata e se siano stati rispettati gli adempimenti previsti dalla normativa sulle società partecipate pubbliche. I firmatari contestano inoltre la mancanza, a loro dire, di una motivazione economica aggiornata sulla convenienza della privatizzazione e richiedono chiarimenti sui criteri utilizzati per la valutazione della società.
Un elemento richiamato nell’esposto riguarda la documentazione relativa alla procedura. Si segnala una contrapposizione tra quanto dichiarato dalla presidente della Sac, Anna Maria Quattrone, durante un’audizione parlamentare del 17 giugno 2026 — secondo cui i componenti del Consiglio di amministrazione sarebbero stati informati sui passaggi della procedura — e quanto riferito in seguito dalla consigliera della Sac Francesca Garigliano davanti alla IV Commissione dell’Ars, che avrebbe dichiarato di aver richiesto alcuni documenti, tra cui quelli relativi agli advisor incaricati, e di aver ricevuto un diniego alla trasmissione degli atti.
Sulla base di questi rilievi, i firmatari chiedono alla Procura di valutare eventuali responsabilità e richiamano ipotesi di reato tra cui la falsa dichiarazione e il rifiuto di atti d’ufficio. Si precisa che si tratta di contestazioni contenute nell’esposto che dovranno essere eventualmente accertate dagli organi competenti.
La denuncia menziona anche alcune decisioni adottate negli ultimi anni nella gestione della Camera di Commercio e della Sac, tra cui la nomina del Consiglio di amministrazione della società, la conferma dell’amministratore delegato Nico Torrisi e l’adeguamento del relativo compenso. I firmatari sostengono che tali atti possano essere considerati scelte di natura straordinaria incompatibili con i limiti della gestione commissariale.
L’esposto indica come destinatari degli accertamenti il commissario straordinario Antonio Belcuore, la presidente della Sac Anna Maria Quattrone e «eventuali altri soggetti che dovessero emergere dagli accertamenti». Alla denuncia sono stati allegati i verbali delle audizioni parlamentari, gli atti della IV Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, il verbale dell’assemblea dei soci Sac del 21 novembre 2025 e la documentazione relativa alle competenze dell’amministratore delegato.
Le contestazioni e le richieste di verifica sono ora nella mani della Procura di Catania, che dovrà valutare la fondatezza degli elementi riportati nell’esposto.