Siracusa · 29 Settembre 2026

ISAB di Priolo, la Fiom: serve un confronto con Governo e nuova proprietà sul futuro dell’impianto

Antonio Recano (Fiom Sicilia) richiama i dati di Eni e dello studio TEHA-Eni sulla perdita di capacità di raffinazione in Europa e chiede garanzie su investimenti, produzione e occupazione in vista della grande fermata 2027

Antonio Recano, coordinatore dei petrolchimici della Fiom Sicilia, ha richiamato la centralità del petrolchimico di Priolo e definito ISAB una questione di rilevanza strategica nazionale.

Recano ha ricordato che, secondo indicazioni fornite da Eni al momento dell’annuncio del tetto temporaneo ai prezzi di benzina e gasolio, l’attuale contesto è collegato anche alla riduzione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati, alle crisi geopolitiche e alla carenza di capacità di raffinazione in Europa. Eni, si legge nelle osservazioni riportate, ha evidenziato la chiusura di quasi 30 raffinerie negli ultimi quindici anni.

Il coordinatore della Fiom ha inoltre citato uno studio TEHA-Eni che segnala come, dal 2009, l’Europa abbia perso il 21% della propria capacità di raffinazione, con un crescente ricorso alle importazioni per prodotti quali diesel e jet fuel. Questi elementi, ha detto Recano, impongono una riflessione anche sul futuro dell’impianto di Priolo.

Recano ha sostenuto che ISAB non possa essere trattata solo come un asset finanziario che cambia proprietà, ma vada considerata una grande infrastruttura industriale collegata alla sicurezza e alla continuità degli approvvigionamenti del Paese. Ha sottolineato la necessità che le decisioni sul futuro dell’impianto coinvolgano chi vi lavora e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori.

Tra le possibili direttrici indicate dalla Fiom figurano biocarburanti, e-fuels, riciclo chimico, idrogeno e altre tecnologie a basse emissioni; tuttavia Recano ha precisato che la transizione deve tradursi in impianti, investimenti, produzioni concrete e occupazione reale, con tempi e dimensioni tali da accompagnare la progressiva riduzione delle produzioni tradizionali. Diversamente, ha avvertito, si rischia una diminuzione della produzione interna con un aumento della dipendenza dalle importazioni e una maggiore esposizione alle tensioni dei mercati internazionali.

La Fiom ha richiamato l’attenzione sulla grande fermata ISAB prevista per il 2027, definendola il primo vero banco di prova della nuova fase societaria: migliaia di lavoratori dell’indotto saranno coinvolti nelle attività di manutenzione e negli appalti. Per questo motivo, Recano ha chiesto garanzie sulla legalità, sulla sicurezza, sulla qualità delle imprese coinvolte, sulla corretta applicazione dei contratti, sulla qualificazione professionale e sulla tutela dell’occupazione.

Infine la Fiom ha sollecitato un confronto con il Governo e con la nuova proprietà su investimenti, continuità produttiva e prospettive occupazionali, ricordando che la strategicità attribuita a ISAB non può essere separata dalle scelte su investimenti, produzioni, sostenibilità industriale, appalti e occupazione.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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