Piani paesaggistici, Ance Sicilia sollecita tutela per gli interventi già avviati: nell'elenco anche Siracusa
L'associazione plaude al ritiro del Piano della provincia di Palermo e chiede la revisione delle norme attuative introdotte con i decreti assessoriali del 10 giugno
Ance Sicilia ha espresso "massima soddisfazione" per la decisione dell'assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, di ritirare il Piano paesaggistico della Provincia di Palermo e di avviare consultazioni con sindaci e parti sociali per giungere a un testo condiviso.
L'associazione ha ribadito la richiesta, già avanzata lo scorso 13 luglio, di sospendere in autotutela e di rivedere le nuove norme di attuazione approvate con il decreto assessoriale numero 25 del 10 giugno, pubblicato il 26 giugno. Ance Sicilia chiede inoltre l'introduzione di una norma transitoria che salvaguardi tutte le autorizzazioni e i titoli già rilasciati o in istruttoria con pareri ambientali favorevoli (Soprintendenze, Commissioni tecnico‑specialistiche, enti locali, ecc.).
L'associazione sollecita anche la convocazione di un confronto tecnico con Ance Sicilia, Anci Sicilia e le rappresentanze delle professioni tecniche per valutare proposte migliorative e definire una fase transitoria.
Secondo Ance Sicilia, le nuove norme intervengono sui Piani paesaggistici provinciali già approvati dalla Regione — citando in particolare Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani — e attivano norme di salvaguardia per quelli adottati (Catania, Enna e Messina). Palermo risulta l'unica provincia esclusa dall'applicazione immediata delle nuove linee guida, circostanza che ha portato allo stesso ritiro del provvedimento da parte dell'assessore Scarpinato.
L'associazione evidenzia che le norme impongono vincoli stringenti su aree a destinazione agricola o parco, classificate in tutela 2 e 3, limitando la possibilità per i Comuni di destinare tali aree a usi diversi già previsti dai piani regolatori generali. Tra gli esempi citati figurano ampliamenti di asili e scuole, campi sportivi, parcheggi, cimiteri, aree artigianali, nonché la realizzazione di insediamenti produttivi e piccole unità residenziali.
Ance Sicilia avverte che le misure colpiscono indistintamente piccoli comuni montani e città metropolitane e possono bloccare piani di lottizzazione con istruttoria conclusa ma non ancora convenzionati; interventi con autorizzazione paesaggistica e parere favorevole della Soprintendenza; permessi di costruire in istruttoria corredati di titolo paesaggistico; investimenti pubblici e privati già esitati dalla Commissione tecnico‑specialistica regionale; opere pubbliche in zona F; e terreni acquistati o promessi in vendita sulla base di certificati di destinazione urbanistica che potrebbero perdere valore, esponendo le parti al rischio di contenziosi.
Per queste ragioni Ance Sicilia chiede all'assessore Scarpinato il ritiro del decreto assessoriale numero 25 del 10 giugno, pubblicato il 26 giugno, definendolo il decreto cardine i cui principi sarebbero stati incorporati nel Piano paesaggistico della Provincia di Palermo (decreto assessoriale numero 24 del 10 giugno), le cui conseguenze avrebbero determinato il ritiro preventivo del provvedimento.