Finto sito ACI: propagata una truffa sul pagamento del bollo
Il CERT-AGID segnala pagine che imitano l’ACI e richiedono dati personali e della carta per una falsa sanzione di 15,87 euro; Fabi pubblica i dati economici sulle frodi informatiche
Siracusa, 28 settembre 2026 — In concomitanza con l’attenzione sul bollo auto dopo l’esenzione per il 2027 annunciata dal governo Meloni (che riguarda le auto con potenza fino a 80 kW e i ciclomotori, se il proprietario non ne ha già usufruito per un’auto), il CERT-AGID ha segnalato una nuova truffa informatica che prende di mira chi deve pagare il bollo.
Secondo il CERT-AGID si tratta di una campagna di phishing che impiega in modo illecito il nome, il logo e la grafica dell’Automobile Club d’Italia (ACI). I siti usati dai truffatori hanno indirizzi molto simili a quelli ufficiali ma non sono collegati all’ente. Il messaggio che circola avverte di un bollo annuale non pagato e minaccia multe, interessi di mora, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione per indurre la vittima a pagare rapidamente.
La procedura descritta dalla segnalazione prevede più passaggi. In primo luogo il sito chiede il codice fiscale e la targa, presentandoli come necessari per verificare la situazione dei pagamenti. Successivamente viene mostrata una pagina di “informazioni di contatto” in cui si richiedono nome, cognome, email, numero di telefono e indirizzo completo. Infine compare una finta schermata di pagamento di una sanzione da 15,87 euro: la schermata riporta la targa e il codice fiscale inseriti in precedenza e chiede i dettagli della carta (intestatario, numero, scadenza e CVV).
Il CERT-AGID ricorda che il servizio ufficiale dell’ACI per il pagamento del bollo è accessibile solo dopo l’autenticazione con SPID o CIE, e avverte che una richiesta di dati personali o bancari su un sito raggiunto tramite un messaggio inatteso, senza aver effettuato l’accesso con la propria identità digitale, può essere un segnale di frode.
Parallelamente, il sindacato dei bancari Fabi ha diffuso un’analisi basata sui dati della Polizia Postale che evidenzia come, nel 2025, le frodi informatiche abbiano fruttato 269 milioni di euro ai truffatori, rispetto ai 229,1 milioni del 2024, con un aumento del 17,4% (quasi 40 milioni in più). La crescita delle somme sottratte va avanti da anni: 152,9 milioni nel 2022, 177,4 milioni nel 2023, 229,1 milioni nel 2024 e 269 milioni nel 2025; in quattro anni sono stati sottratti oltre 828 milioni di euro e le somme rubate ogni anno sono cresciute del 75,9%.
Il numero dei casi, invece, è rimasto pressoché stabile: 27.085 episodi nel 2025 contro 27.182 nell’anno precedente, una diminuzione dello 0,4%. Dal 2022 i casi sono aumentati di circa il 10%, mentre l’importo sottratto mediamente per ciascuna truffa è cresciuto, secondo l’analisi citata da Fabi e basata sui dati della Polizia Postale.