Ias, Scerra sollecita chiarezza sul futuro del depuratore dopo l’uscita delle grandi aziende
Il parlamentare M5s denuncia silenzi su risorse, responsabilità e tutele per i lavoratori; ipotesi di gestione pubblica regionale e incontri a Palermo
Le grandi aziende del polo industriale di Siracusa stanno avviando il prescritto distacco da Ias, ma sul futuro del depuratore consortile e dei suoi lavoratori, osserva il parlamentare Filippo Scerra (M5s), «è ancora nebbia fitta».
Secondo Scerra, si parla di una possibile cabina di regia regionale e sono in corso incontri a Palermo e riunioni anche da remoto finalizzate a definire una gestione pubblica regionale dell’impianto, con l’obiettivo di destinarlo alla depurazione dei reflui civili, compresi quelli provenienti dai territori di Siracusa, Floridia e Solarino.
Il deputato, Questore della Camera dei Deputati, ritiene che una gestione pubblica regionale potrebbe assicurare la continuità dell’impianto dopo l’uscita delle grandi aziende, ma sottolinea l’assenza di atti formali, indicazioni sui tempi, sulle risorse e sulle responsabilità. Secondo lui, il vuoto informativo ha ricadute sociali e ambientali e alimenta perplessità nell’opinione pubblica.
Scerra pone una serie di quesiti che chiede alla Regione di chiarire: chi finanzierà la gestione futura del depuratore; quale soggetto pubblico ne assumerà la responsabilità concreta; quali garanzie saranno offerte ai dipendenti Ias in termini di mantenimento del posto, livelli occupazionali, qualifiche e mansioni; come saranno collettati all’impianto i reflui urbani di Siracusa, Floridia e Solarino; chi sosterrà i costi degli interventi infrastrutturali necessari; quali saranno i tempi di realizzazione; e quale impatto avranno queste scelte sulle bollette del servizio idrico e sulla componente di depurazione.
Per Scerra non è accettabile arrivare alla scadenza senza risposte pubbliche e una strategia definita: la Regione Siciliana, afferma, ha il dovere di chiarire cosa sia effettivamente sul tavolo, quali interlocuzioni siano in corso, quali risorse siano disponibili e quale modello gestionale si intenda adottare.
Il parlamentare chiede inoltre che il percorso venga reso trasparente e che siano coinvolti istituzioni locali, organizzazioni sindacali e lavoratori. Se la Regione non fornirà chiarimenti, conclude Scerra, è pronto a investire della questione il Ministero dell’Ambiente.