Assostampa Siracusa contesta la comunicazione della Questura sulla vicenda di un dipendente comunale
La segreteria provinciale critica la brevità del comunicato e la mancanza di dettagli su ipotesi di peculato e truffa
La segreteria provinciale di Assostampa Siracusa ha criticato la nota diffusa dalla Questura, ritenendola insufficiente per consentire ai giornalisti locali di svolgere il proprio lavoro. La presa di posizione è stata resa nota il 28 settembre 2026.
Il rilievo riguarda un comunicato, definito dalla sigla provinciale «stringatissimo», relativo a un dipendente comunale accusato di peculato e truffa. Secondo Assostampa, nel testo della Questura non è stato neppure indicato il nome della città né sono state fornite informazioni sulle modalità con cui sarebbero stati commessi i reati.
Assostampa Siracusa ha ricordato di aver già avuto «diverse interlocuzioni con i vertici degli uffici investigativi» per segnalare le difficoltà dei cronisti dopo l’entrata in vigore della legge Cartabia. La segreteria provinciale ha definito «oltremodo eccessiva» la riservatezza adottata nella vicenda, soprattutto trattandosi di ipotesi di reato che riguardano la pubblica amministrazione finanziata con le tasse dei cittadini.
La nota della sigla sindacale ha inoltre sottolineato che il diritto degli indagati alla presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio non può prevalere sul diritto dei cittadini a essere informati, considerato un pilastro della convivenza democratica.