Sospesa dall’Asp l’assistenza h24 per Sergio: la famiglia chiede chiarimenti
I parenti denunciano una presunta disparità di trattamento rispetto ad altri casi a Siracusa e Noto e contestano il trasferimento proposto a Lentini
La famiglia di Sergio, una persona con gravi necessità assistenziali, ha reso noto il proprio dissenso per la decisione dell’Asp di Siracusa di interrompere — dallo scorso gennaio — l’assistenza domiciliare h24 che era stata garantita fino a quel momento.
Secondo i familiari, la revoca sarebbe stata motivata dall’Asp con riferimento a una sentenza della Corte d’Appello di Catania e all’interpretazione secondo cui la normativa non consentirebbe di superare le 62 ore settimanali di assistenza domiciliare.
Come alternativa alla prosecuzione dell’assistenza h24, alla famiglia sarebbe stato prospettato il trasferimento di Sergio alla Suap di Lentini, a circa 90 chilometri da casa. I parenti ritengono però che questa soluzione non sia adeguata alle condizioni dell’assistito, richiamando anche valutazioni di medici legali e precedenti comunicazioni del dirigente della struttura coinvolta.
La contestazione principale riguarda la presunta disparità di trattamento: la famiglia afferma che in altri casi, sia a Siracusa sia a Noto, l’assistenza h24 sarebbe tuttora garantita. «Se la legge non consente l’assistenza h24, perché in altri casi viene ancora garantita?», chiedono i familiari, sollecitando all’Asp chiarimenti sui criteri adottati e l’uniformità di applicazione delle disposizioni.
I genitori dichiarano di aver più volte cercato un confronto con le responsabili dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) senza ricevere risposte. Nella richiesta di chiarimenti invocano la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e i principi di deistituzionalizzazione, offrendo la documentazione relativa alla vicenda e chiedendo una verifica della situazione e delle modalità di applicazione delle disposizioni sull’assistenza domiciliare.