Siracusa · 26 Settembre 2026

Calenda a Siracusa: l’Europa deve diventare una potenza federale, avverte il leader di Azione

Presentando il libro 'Difendere la libertà. L’ora dell’Europa' ribadisce la necessità di una maggiore forza politica e strategica dell'UE; critiche a Salvini e chiarimenti sul rapporto con il governo Meloni

Carlo Calenda è arrivato a Siracusa per presentare il suo ultimo libro, "Difendere la libertà. L’ora dell’Europa", portando al centro del discorso la necessità che l'Unione europea si organizzi come una potenza federale.

"Lo decide l’Europa, cioè noi", ha detto Calenda, sostenendo che senza una trasformazione istituzionale e strategica l'Europa rischia di essere "smembrata" e di diventare "una sorta di colonia" nel confronto con Stati Uniti, Cina e Russia.

Per il leader di Azione la dimensione europea non è solo una scelta ideale ma una necessità per paesi come l'Italia, soprattutto in un contesto internazionale segnato da dazi, protezionismo e competizione tra grandi potenze.

Calenda ha affrontato anche il rapporto con il governo guidato da Giorgia Meloni. Sul tema del nucleare ha rivendicato la disponibilità di Azione a sostenere una scelta che, ha sottolineato, è nel programma del partito, ringraziando la presidente del Consiglio per aver riconosciuto pubblicamente questa posizione. Ha però precisato che non si tratta di un’alleanza: "È semplicemente il normale dialogo che un’opposizione dovrebbe avere con la maggioranza", ha affermato.

Molto più duro il giudizio sul leader della Lega: alla posizione di Matteo Salvini riguardo alle minacce provenienti da Mosca Calenda ha replicato senza mezzi termini, dichiarando che "È Salvini che è una fake news" e contestandone le precedenti posizioni sull’euro e i rapporti con la Russia.

Guardando alle prossime elezioni, Calenda ha messo in discussione l'idea di un bipolarismo inevitabile. Ha ipotizzato che a destra possa aprirsi uno spazio autonomo legato a Roberto Vannacci, mentre nel centrosinistra resta da chiarire il rapporto tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Sui Cinque Stelle la linea resta netta: Calenda ha escluso un governo insieme al M5S e ha ricordato che la nascita di Azione è anche legata alla rottura avvenuta quando il Pd scelse di sostenere il secondo governo Conte.

Sul Partito democratico guidato da Elly Schlein, Calenda non ha posto un veto assoluto, ma ha subordinato ogni possibile confronto alla conoscenza del programma e della composizione della coalizione.

Secondo il leader di Azione, il partito che prova a costruire uno spazio autonomo deve essere europeista, centrista, favorevole al nucleare e disponibile al confronto sia con la maggioranza sia con l'opposizione su singole questioni, rifiutando la logica per cui ogni scelta debba essere decisa esclusivamente dall'appartenenza a uno schieramento.

Calenda ha ricondotto queste posizioni alla tesi centrale del suo libro: in un mondo segnato dal ritorno delle grandi potenze, la difesa della libertà europea richiede prima di tutto che l'Europa diventi politicamente e strategicamente più forte.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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