Siracusa · 25 Settembre 2026

Sequestro nel settore rifiuti ad Angri: a Siracusa richieste di chiarimenti su Tekra e il ramo d’azienda affittato a Ris.Am.

Tre società di Angri sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore; a Siracusa il Comitato Ortigia chiede verifiche sui riflessi sul servizio urbano.

La Procura di Nocera Inferiore ha disposto il sequestro di tre società con sede ad Angri attive nel settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti; quattro persone risultano indagate. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta alla riscossione e intestazione fittizia. Le indagini, secondo quanto riportato dalla stampa campana, stanno inoltre analizzando operazioni societarie, veicoli aziendali e flussi finanziari relativi ad appalti pubblici.

Al momento le cronache non riportano in modo esplicito i nomi delle tre società colpite dal provvedimento, anche se una testata ha associato la vicenda al nome “Tekra”. Gli accertamenti e le responsabilità sono ancora nella fase delle indagini e devono essere definitivamente chiariti attraverso gli atti giudiziari.

A Siracusa la vicenda interessa perché Tekra è stata fino a gennaio 2026 il gestore del servizio di igiene urbana del capoluogo; con contratto sottoscritto il 22 dicembre 2025 Tekra ha concesso in affitto a Ris.Am. un ramo d’azienda comprensivo anche dell’appalto siracusano. Il subentro operativo nell’esecuzione dell’appalto è avvenuto il 1° febbraio 2026. Il contratto ha durata decennale e alcuni mezzi impiegati nel servizio sono rimasti di proprietà di Tekra, concessi a Ris.Am. tramite un distinto rapporto di noleggio.

Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha chiesto chiarimenti al Comune di Siracusa, ritenendo le circostanze «strettamente riconducibili» alla vicenda Tekra-Ris.Am., pur precisando di non voler formulare accuse né anticipare conclusioni riservate alla magistratura. Il portavoce del Comitato, Davide Biondini, ha sottolineato che «la successione dei fatti impone una verifica immediata, completa e trasparente da parte del Comune e una risposta alla cittadinanza».

Il Comitato ricorda di essere intervenuto già il 27 gennaio 2026, prima del subentro, chiedendo al Comune verifiche sulla capacità economico‑finanziaria della nuova società, sulla disponibilità dei mezzi, sulla permanenza dei requisiti previsti dall’appalto e sulle garanzie per i lavoratori. Dopo l’emersione della procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza avviata da Tekra davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, il Comitato si è rivolto nuovamente all’amministrazione il 5 settembre 2026 sollecitando un’istruttoria sugli eventuali effetti di quella procedura sull’affitto del ramo d’azienda e sui rapporti tra Tekra e Ris.Am.

Una nuova Pec è stata inviata al settore Igiene urbana del Comune, con la richiesta di verificare ufficialmente se le società e il ramo d’azienda interessati dall’inchiesta coincidano con Tekra e con quello poi affittato a Ris.Am., inclusa la parte relativa all’appalto siracusano, e di conoscere l’esito delle verifiche già sollecitate in precedenza. Tra le richieste figura anche l’accertamento della permanenza di tutti i presupposti che hanno consentito il subentro nell’appalto e la verifica di eventuali riflessi sul territorio.

I consiglieri comunali del gruppo di Forza Italia hanno sollecitato l’Amministrazione a verificare se la ditta incaricata del servizio di igiene urbana a Siracusa, o società ad essa collegate, abbia collegamenti con le realtà interessate dall’operazione giudiziaria di Angri e a controllare la permanenza dei requisiti previsti dal Codice degli Appalti. Il gruppo ha ricordato che il tema era già stato portato in Consiglio Comunale il 27 gennaio 2026, quando fu approvata all’unanimità una mozione sull’intervento sostitutivo a garanzia dei diritti degli operatori di igiene urbana.

La preoccupazione espressa riguarda in particolare la continuità del servizio di raccolta e la posizione dei lavoratori, compresa la tutela degli stipendi. Ris.Am. continua ad essere il gestore operativo del servizio a Siracusa e, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, non risulta indicata nominalmente dalla stampa campana tra le società sottoposte a sequestro.

Resta ora da chiarire, attraverso gli atti ufficiali e le verifiche comunali, l’esatta identificazione delle società interessate dai provvedimenti giudiziari e gli eventuali riflessi sulle relazioni contrattuali che regolano il servizio di igiene urbana a Siracusa.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

Torna a Siracusa