Siracusa · 17 Agosto 2026

Sindacati: a Cavadonna detenuti avrebbero bloccato una perquisizione mostrando lame ricavate da forbici

I vertici CNPP‑SPP denunciano l’episodio e chiedono interventi per ripristinare condizioni di sicurezza nel carcere di Siracusa

Sindacati: a Cavadonna detenuti avrebbero bloccato una perquisizione mostrando lame ricavate da forbici

«Quanto accaduto nel carcere di Siracusa segna un limite che non può essere superato», affermano Aldo Di Giacomo, Vice Segretario Generale CNPP‑SPP, e Domenico Del Grosso, Segretario Regionale CNPP‑SPP, commentando l’episodio verificatosi nella Casa Circondariale di Cavadonna a Siracusa.

Secondo quanto denunciato dall’OSAPP e riportato dalla stampa, alcuni detenuti avrebbero fatto muro davanti alle celle impedendo fisicamente l’accesso degli agenti e avrebbero mostrato e brandito forbici da sarta spezzate e trasformate in lame.

I sindacalisti sottolineano che gli agenti hanno deciso di evitare uno scontro dalle conseguenze imprevedibili, un atto che, dicono, dimostra equilibrio e professionalità della Polizia Penitenziaria; tuttavia aggiungono che la prudenza del personale non può tradursi nell’arretramento dell’autorità dello Stato e che una perquisizione disposta dall’Amministrazione deve poter essere eseguita.

Di Giacomo e Del Grosso avvertono che, quando gli operatori sono costretti a rinunciare a un controllo perché mancano le condizioni di sicurezza, il problema non riguarda più solo Siracusa ma il modello di gestione degli istituti penitenziari e la capacità dello Stato di esercitare il controllo.

I sindacalisti ricordano inoltre che l’episodio arriva a brevissima distanza da altre aggressioni denunciate nello stesso istituto ai danni di appartenenti alla Polizia Penitenziaria e sollevano preoccupazioni sul fatto che aggressioni, rivolte, incendi, evasioni, droga, telefoni e armi rudimentali non possano più essere trattati come singole emergenze.

Di Giacomo e Del Grosso chiedono un intervento immediato sull’istituto di Siracusa, il ripristino delle condizioni necessarie per effettuare in sicurezza controlli e perquisizioni, l’accertamento delle responsabilità dei detenuti coinvolti e l’adozione di misure concrete per evitare che simili condotte diventino un precedente.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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