Siracusa · 24 Settembre 2026

Eolico offshore, tagli ai fondi: per Augusta risorse ridotte a circa 24,3 milioni

Il Ministero comunica una rimodulazione complessiva da 78,3 a 38,3 milioni per Augusta e Taranto; preoccupazione di Filippo Scerra e del commissario Francesco Di Sarcina

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha informato le Autorità di sistema portuale di una rimodulazione dei fondi destinati allo sviluppo della filiera italiana dell’eolico offshore nei porti di Augusta e Taranto. La dotazione complessiva è stata ridotta da 78,3 milioni di euro a 38,3 milioni, mentre per lo scalo di Augusta le risorse scendono da 49,8 a circa 24,3 milioni.

Nella comunicazione ministeriale si parla di «tagli lineari» sui capitoli di spesa del dicastero. I due porti erano stati indicati nel 2025 come aree prioritarie per la creazione di hub cantieristici destinati a sostenere la filiera delle energie rinnovabili marine, con interventi infrastrutturali come ammodernamenti, dragaggi e adeguamenti delle banchine per attività di produzione, assemblaggio e varo dei componenti per impianti eolici galleggianti.

Sulla decisione è intervenuto il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, questore della Camera, che ha definito l’investimento «dimezzato dai soliti tagli lineari» e ha sostenuto che a essere penalizzati siano ancora una volta gli interventi destinati al Mezzogiorno.

Scerra ha collegato il ridimensionamento a una più ampia critica sulle politiche di finanziamento per il Sud, citando tra gli altri i fondi FSC, il fondo di perequazione infrastrutturale e il credito d’imposta per il Mezzogiorno. Si tratta di valutazioni politiche espresse dal deputato, che ha espresso preoccupazione sull’impatto del taglio sulle prospettive di sviluppo industriale del territorio.

La questione riguarda anche la governance dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, attualmente commissariata. Scerra ha affermato che la futura governance dovrà individuare nuove risorse per evitare che il ridimensionamento comprometta gli interventi programmati per Augusta e ha richiamato il lungo commissariamento, criticando i tempi della nomina del nuovo presidente e attribuendo la situazione a scelte politiche del centrodestra, chiedendo che nella futura scelta prevalgano «competenza e merito».

Anche il commissario dell’Autorità portuale, Francesco Di Sarcina, ha definito il taglio «non una bella notizia», spiegando che la comunicazione ministeriale fa riferimento a esigenze di contenimento della spesa e che sarà necessario individuare altre risorse per gli interventi.

Il ridimensionamento giunge poco più di un anno dopo il decreto interministeriale di luglio 2025 che aveva destinato 78,3 milioni di euro ai due scali, finanziati mediante la riassegnazione dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO₂.

Per il porto di Augusta la partita ora si apre su due opzioni: mantenere gli interventi previsti con la dotazione finanziaria dimezzata oppure trovare risorse aggiuntive per riportare il progetto allo stanziamento originario.

Fonte: Siracusa News, articolo di Giulio Perotti pubblicato il 24 settembre 2026.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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