Porto Grande di Siracusa: il Molo Sant’Antonio verso una trasformazione con stazione marittima e aree verdi
Progetto di elettrificazione delle banchine da 18 milioni, lavori per la nuova stazione e concorso internazionale per la riqualificazione esterna; obiettivo indicato entro il 2030
L’ingresso del Porto Grande di Siracusa nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale apre la strada a una serie di interventi per riqualificare il Molo Sant’Antonio e le banchine dello scalo.
A illustrare il quadro degli interventi è Franco D’Alpa, dirigente della Direzione tecnica Manutenzioni, Servizi, Ambiente ed Energia dell’Autorità portuale, che parla di una trasformazione già avviata e destinata a concretizzarsi nei prossimi anni.
Tra i progetti principali figura il cold ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine: l’iniziativa è seguita dalla Regione Siciliana e finanziata per 18 milioni di euro. Il piano prevede la realizzazione di due punti di alimentazione destinati al terminal crociere, impianti fotovoltaici e altri interventi di elettrificazione, per consentire alle navi di collegarsi alla rete elettrica a terra e spegnere i motori durante la sosta. La fase finale di questo progetto è prevista per il 2027.
Per quanto riguarda la stazione marittima, l’Autorità portuale ha già aggiudicato i lavori di ristrutturazione del vecchio capannone che ospiterà gli spazi interni. Sulla struttura è stata avviata la progettazione esecutiva per manutenzione straordinaria e adeguamento normativo; i lavori dovrebbero partire «fra qualche settimana» e saranno seguiti anche da personale interno dell’Autorità. Il completamento della parte interna viene stimato in circa due anni.
La sistemazione della parte esterna e la riqualificazione complessiva del Molo Sant’Antonio sono oggetto di un concorso internazionale di progettazione. Alla prima fase hanno partecipato 39 concorrenti in forma anonima; la commissione ha selezionato cinque proposte che si trovano ora nella seconda fase. A comporre la commissione sono rappresentanti della Soprintendenza, del Comune di Siracusa, i presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti e il professor Luigi Alini dell’Università di Catania.
Il concept di progetto punta a «ricucire» il porto con la città: l’attuale Molo Sant’Antonio, descritto come una vasta area asfaltata con scarso verde, dovrebbe essere ripensato con spazi verdi, percorsi ombreggiati, soluzioni bioclimatiche, recupero delle acque e misure per il risparmio e il riutilizzo energetico. Le aree compatibili con le esigenze di sicurezza portuale saranno fruibili anche dai cittadini, sia durante la presenza delle navi sia negli altri momenti.
La nuova stazione marittima è prevista con sale per convegni e con uffici dell’Autorità di Sistema Portuale e delle Dogane.
Sono inoltre stati aggiudicati interventi per la sistemazione della banchina 5 e per la ripavimentazione delle banchine dalla 6 alla 10; secondo D’Alpa si tratta di lavori «che si stanno facendo» e che testimoniano attività già avviate sul campo.
I tempi complessivi per la riqualificazione del Molo Sant’Antonio dipenderanno dal progetto vincitore del concorso e dalle successive fasi progettuali, ma la prospettiva indicata dal dirigente è nell’ordine di tre‑quattro anni. Alla domanda se sia immaginabile un Molo Sant’Antonio completamente trasformato entro il 2030, D’Alpa ha risposto affermativamente.