Siracusa · 22 Settembre 2026

Itinerario storico nel Palazzo Arcivescovile: l’Arcidiocesi rende fruibili sale e collezioni

Percorso aperto al pubblico tra la sala lignea della Biblioteca Alagoniana, la Cappella Sveva e gli ambienti del Seminario minore ora Museo Diocesano

L’Arcidiocesi di Siracusa ha avviato e portato a termine una serie di interventi di tutela e conservazione che hanno permesso la realizzazione di un itinerario storico-artistico all’interno del Palazzo Arcivescovile.

Il percorso interessa opere d’arte, documenti e libri pregiati custoditi in ambienti quali la sala lignea della Biblioteca Alagoniana, la Cappella Sveva e gli spazi del Seminario minore che ospitano oggi il Museo Diocesano.

Don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Alagoniana, ha ricostruito il lavoro che ha condotto all’apertura del circuito: «È stato un percorso lungo, però oggi possiamo dire che l’Arcidiocesi si apre quasi completamente le porte. Un itinerario ricco, corposo, storico, che testimonia l’importanza anche di questa città. Un itinerario che offre ai visitatori e agli studiosi di poter conoscere tanto del patrimonio della nostra chiesa diocesana».

Il direttore ha precisato però che non tutto il patrimonio del palazzo è accessibile: “Il palazzo conserva anche altri tesori, però ci sono ambienti di vita quotidiana che non sono resi fruibili per ovvi motivi ai visitatori. Ciò che noi possiamo rendere visibile, e che oggi può essere conosciuto da tanti, in questi anni, attraverso un lavoro di tutela e di restauro, è stato reso accessibile a tutti”.

Sull’importanza culturale dell’iniziativa, Don Schettini ha aggiunto che gli spazi sono pensati innanzitutto per chi studia e fa ricerca, e poi per i turisti, sottolineando che «il valore della ricerca e di poter contribuire alla crescita culturale del nostro territorio è l’obiettivo primario che, come diocesi, sosteniamo dal punto di vista culturale».

Anche Mons. Sebastiano Amenta, vicario generale dell’Arcidiocesi, ha commentato il progetto: “È un itinerario che abbiamo reso fruibile dopo anni di lavori di restauro. Ovviamente non tutto il lavoro fatto è stato finalizzato alla realizzazione dell’itinerario, ma una volta completati i lavori era giusto e corretto renderlo fruibile a tutti”.

Il vicario generale ha riferito l’apprezzamento mostrato dai visitatori: “I turisti lo apprezzano tantissimo, è facilmente comprensibile la ragione: dopo aver visitato il parco archeologico possono qui rendersi conto di una storia di Siracusa, una storia cristiana che è lunga ben venti secoli. Lo sforzo adesso deve essere quello di farlo conoscere meglio ai siracusani, affinché si prenda sempre più coscienza di questo grande patrimonio”.

Tra gli oggetti esposti che documentano la vita ordinaria della diocesi nei secoli, Mons. Amenta ha citato un baule usato come segretario del vescovo, osservando che reperti del genere «fanno scoprire gli aspetti anche minimi, considerati tali, di quella che era la vita ordinaria della diocesi, della Chiesa, della gente dell’epoca» e possono contribuire a sfatare pregiudizi e luoghi comuni.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

Torna a Siracusa