Prezzi dell’energia in rialzo: la Sicilia la regione più cara, aumenti anche per il gas
Dati Gme e Arera: a luglio elettricità e gas segnano forti rialzi; la Sicilia registra il prezzo medio più alto tra le regioni
La tensione sui mercati energetici, favorita anche dalla ripresa degli scontri tra Iran e Stati Uniti nelle settimane recenti, si riflette sui prezzi in Italia: a luglio il costo dell’elettricità è salito del 18,52% rispetto a giugno, mentre il gas ha registrato un incremento del 20,04%, riportano fonti che citano Sky Tg24.
Nella settimana dal 27 luglio al 2 agosto il Gestore dei Mercati Energetici (Gme) ha rilevato un prezzo medio dell’elettricità (PUN Index Gme) di 177,16 euro/MWh, in aumento rispetto ai 169,98 euro/MWh della settimana precedente. Anche i volumi scambiati sono cresciuti, attestandosi a 5,7 milioni di MWh (contro 5,5 milioni nei sette giorni precedenti), con una liquidità dell’85%.
A livello territoriale i prezzi medi sono oscillati tra i 171,62 euro/MWh della Sardegna e i 183,77 euro/MWh della Sicilia, che si conferma la regione più cara.
Sul fronte gas, Arera ha comunicato che a luglio il prezzo di riferimento per i clienti vulnerabili è salito a 134,40 centesimi di euro al metro cubo, con un aumento del 9,7% rispetto a giugno. L’Autorità ha spiegato che dopo due aggiornamenti pressoché stabili le quotazioni all’ingrosso hanno subito un deciso rialzo.
L’aumento interessa circa 2,3 milioni di utenti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità; per questi clienti il prezzo della sola materia prima gas è indicato a 56,69 euro/MWh. Per il nuovo cliente tipo, con consumi medi di 1.100 metri cubi annui, la composizione del prezzo è riportata così: 63,81 centesimi (47,48% del totale) per l’approvvigionamento del gas; 5,83 centesimi (4,34%) per la vendita al dettaglio; 24,19 centesimi (18%) per distribuzione, misura, trasporto e qualità; 4,98 centesimi (3,7%) per oneri di sistema; 35,59 centesimi (26,48%) per le imposte.
Le associazioni dei consumatori hanno allertato sui rincari. Il Codacons ha definito l’aggiornamento dell’Arera una «stangata estiva», stimando che l’aumento del 9,7% per i clienti vulnerabili si traduca in una maggiore spesa annua di 130,7 euro per nucleo familiare rispetto a giugno. Secondo l’associazione la bolletta media del gas sale a 1.478,4 euro annui e, sommata ai 632,6 euro della luce, porta il totale a 2.111 euro per un utente vulnerabile.
Anche l’Unione Nazionale Consumatori evidenzia un aggravio teorico di 130,68 euro annui per le famiglie vulnerabili, ipotizzando prezzi costanti nei prossimi dodici mesi, e conferma la spesa complessiva di 2.111 euro tra gas e luce nel periodo 1° luglio 2026–30 giugno 2027. Il vicepresidente dell’Unc, Marco Vignola, ha commentato: «Il prezzo del gas decolla. Si tratta del terzo prezzo più alto dall’inizio delle serie storiche. Bisogna tornare al 2022 per battere questo record». Vignola ha inoltre avvertito che l’attuale rincaro, legato principalmente ai consumi per la cottura dei cibi a luglio, «non incideranno sulle famiglie» nell’immediato, ma potrebbero essere «un’avvisaglia di quello che potrà accadere a ottobre, all’inizio della stagione termica, se la situazione in Medio Oriente non sarà risolta e la navigazione nello Stretto di Hormuz non sarà ripresa regolarmente».
Secondo l’Istat, nel mercato libero a luglio l’aumento dei prezzi è stato del 7,4% per il gas e del 10,4% per l’elettricità, in un contesto in cui il massiccio utilizzo di condizionatori per il caldo persistente contribuisce a incrementare i consumi.