A Rosolini i comitati dei genitori contestano il rinvio dell’avvio delle lezioni
Le famiglie di 'S. Alessandra' e 'De Cillis' chiedono interventi strutturali e un incontro con il sindaco
La prima campanella a Rosolini è rimasta in silenzio e i comitati dei genitori degli istituti comprensivi "S. Alessandra" e "De Cillis" hanno formalizzato il loro dissenso con una lettera indirizzata al sindaco per il rinvio dell’avvio delle attività didattiche per l’anno scolastico 2026/2027.
Nella missiva le famiglie riconoscono l’attenzione alla salute degli studenti, ma ritengono che la scelta di posticipare l’inizio delle lezioni non sia risolutiva e possa produrre effetti negativi sul piano educativo, sociale ed economico.
Tra le criticità segnalate emerge la perdita di giorni di attività didattica: i comitati sostengono che il rinvio incide sulla continuità dell’offerta formativa e sottrae tempo di apprendimento e di socializzazione agli studenti.
Un altro tema centrale è l’impatto sull’organizzazione familiare: secondo i genitori il posticipo avrebbe lasciato «centinaia di famiglie» in difficoltà nella conciliazione tra lavoro e gestione dei figli nei giorni feriali. Nella lettera si ricorda che già nei mesi estivi molte famiglie hanno dovuto ricorrere a permessi non retribuiti o sostenere costi per baby-sitting, e che un ulteriore rinvio aggraverebbe una situazione già complessa.
I comitati richiamano inoltre i progetti Pon realizzati a luglio, che — secondo le famiglie — erano stati frequentati massicciamente perché rappresentavano una soluzione alternativa alla chiusura ordinaria delle scuole, e sottolineano la contraddizione nel gestire il problema delle alte temperature con provvedimenti temporanei.
La nota critica in particolare la scelta di affrontare il caldo con misure episodiche: per i genitori l’innalzamento delle temperature estive e di inizio settembre non è imprevedibile, specialmente in Sicilia, e non può essere gestito ogni anno solo con il rinvio dell’inizio delle lezioni. Viene contestato anche l’utilizzo della disinfestazione come motivo aggiuntivo per la chiusura, che a loro avviso avrebbe potuto essere programmata con anticipo.
Per questo i comitati chiedono all’amministrazione un cambio di approccio e la programmazione di interventi strutturali sugli edifici scolastici. Tra le soluzioni indicate figurano la piantumazione di aree verdi per creare zone d’ombra, l’installazione di sistemi di ventilazione o climatizzazione a basso impatto energetico, l’uso di tende solari adeguate e l’adeguamento degli infissi per migliorare la tenuta termica.
L’obiettivo, si legge nella lettera, è rendere le scuole luoghi sicuri ed efficienti anche in condizioni climatiche difficili e consentire lo svolgimento delle lezioni in condizioni ottimali per studenti e personale scolastico "sia nel periodo estivo, sia in quello invernale".
I comitati concludono chiedendo al sindaco un riscontro concreto e la convocazione di un incontro di confronto sul tema.