Villa Reimann, l’associazione denuncia ritardi e anomalie sull’attuazione del progetto vincitore della Democrazia Partecipata
La Christiane Reimann chiede verifiche su procedure e convocazione di un tavolo tecnico per scongiurare la perdita dei fondi regionali
L’associazione Christiane Reimann ha inviato una formale denuncia al Direttore Generale Giorgio Giannì e un sollecito all’assessorato Regionale delle Autonomie Locali, chiedendo verifiche ispettive sul corretto iter seguito dall’Ufficio Cultura del Comune di Siracusa. L’obiettivo è evitare la perdita dei fondi regionali ex L.R. 5/2014 destinati al progetto “Anfiteatro del Parco Reimann in sicurezza”, vincitore della Democrazia Partecipata 2023 (D.D. n. 1336/2024).
Dall’accesso agli atti effettuato dall’associazione emergono, secondo la stessa, elementi che necessitano di immediata verifica. In particolare viene segnalato che l’unica richiesta di preventivo, firmata dal RUP Dario Scarfì e dal dirigente Giacomo Cascio, è stata evasa dal Settore Cultura soltanto il 14 novembre 2024 alle 16:51, oltre sette mesi dopo l’approvazione del progetto.
La richiesta sarebbe stata indirizzata a un unico operatore economico con scadenza alle 10 del giorno successivo. L’offerta prodotta dall’impresa consultata riporta la stessa data della richiesta (14/11/2024) ed è stata protocollata il 21/11/2024 con il numero prot. n. 0250620.
L’associazione segnala inoltre che è stata ignorata la sua nota del 10 novembre 2024 sulle priorità del progetto, che indicava in particolare l’acquisto di 60 sedute e la riparazione delle buche delle vie di accesso e del piazzale utilizzato come anfiteatro naturale e culturale, ossia l’intervento ritenuto principale del progetto.
Sarebbe stata trascurata anche la proposta della stessa associazione di sostituire gratuitamente le targhe segna-piante del Giardino esotico. Lamenta, poi, che il budget sia stato destinato ad opere secondarie (un gazebo e un torrino) poste a centinaia di metri dall’anfiteatro, con costi maggiorati dalla richiesta di sostituire l’essenza esistente del gazebo con legno di castagno o similare e, secondo l’associazione, senza alcuna richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza.
L’associazione critica altresì la pretesa del dirigente del Settore Cultura di sottoporre il progetto a una “nuova votazione popolare”, sostenendo che le somme disponibili non sarebbero sufficienti alla realizzazione del progetto votato e che qualsiasi modifica violerebbe la volontà dei cittadini e il principio di par condicio tra i progetti presentati. Sul punto, l’associazione riferisce che l’ostacolo sarebbe già stato smentito dal Dirigente degli Affari Istituzionali, Dott. Enzo Miccoli (prot. 0140755 del 01/06/2026), ma tale smentita risulterebbe finora inascoltata.
A seguito delle anomalie segnalate, l’associazione ha avviato approfondimenti documentali sull’intero impianto della Democrazia Partecipata a Siracusa, concentrandosi anche sulle ultime edizioni alle quali, scrive, si sono riscontrate «stranezze». Chiede piena chiarezza e contesta i ritardi nell’attuazione del progetto, il mancato coinvolgimento del soggetto proponente e la mancata realizzazione degli interventi ritenuti prioritari per la sicurezza dell’anfiteatro.
Infine, la Christiane Reimann sollecita il Direttore Generale alla convocazione urgente di un tavolo tecnico per riallineare gli interventi alle risorse disponibili, consentire la realizzazione del progetto votato dai cittadini e verificare procedure e autorizzazioni, e chiede alla Regione di avviare accertamenti sulla gestione dei finanziamenti e delle procedure.