Marina di Priolo, riemergono cedimenti sulla strada riaperta in estate: Arangio chiede un sopralluogo tecnico
Lesioni e dissesti segnalati a pochi mesi dalla riapertura; l'ex consigliere sollecita controlli sul manto, il sottofondo e le opere di protezione
Nuovi cedimenti e lesioni del manto stradale sono stati segnalati lungo la strada di Marina di Priolo, riaperta all’inizio della stagione estiva dopo mesi di chiusura necessari per i lavori di ripristino.
A distanza di pochi mesi dalla riapertura, in diversi punti del tracciato sarebbero nuovamente visibili segni di dissesto. In uno dei tratti maggiormente interessati era già stato effettuato un intervento di ripristino, circostanza che, secondo Patrizia Arangio, rende necessario accertare le cause e valutare le condizioni generali della carreggiata.
"Non intendo stabilire attraverso una fotografia quale sia la causa dei cedimenti – afferma Arangio –. Proprio per questo chiedo che venga effettuato un sopralluogo tecnico. Questa è una strada sul mare, già interessata in passato da criticità legate al maltempo e all’erosione. Prima che arrivino le prossime piogge e mareggiate, è necessario capire se ci siano problemi che richiedano un intervento".
La richiesta è rivolta al sindaco e agli uffici competenti affinché venga controllato l’intero tratto, non soltanto i punti in cui il dissesto è già evidente. Sotto osservazione dovrebbero finire il manto stradale, il sottofondo, il margine verso il mare e le opere di protezione.
"La stagione estiva è terminata – prosegue Arangio – ma questa strada non va in fuori stagione. È utilizzata 365 giorni l’anno da lavoratori, mezzi e cittadini che percorrono quotidianamente il collegamento con la zona industriale. Una nuova chiusura avrebbe conseguenze importanti e sarebbe paradossale dover intervenire nuovamente dopo pochi mesi dalla riapertura".
L’ex consigliera sollecita un intervento preventivo, per evitare che eventuali criticità possano aggravarsi e compromettere la viabilità. "Da fuori dal Consiglio comunale continuerò a fare quello che ho sempre fatto: segnalare ciò che non funziona, proporre soluzioni e sollecitare chi ha la responsabilità di intervenire. Non è una questione di polemica politica. È una questione di prevenzione e di attenzione al territorio".
"Non possiamo aspettare che la strada torni a chiudere per capire che qualcosa non andava. Se c’è un problema, è questo il momento di accertarlo e affrontarlo. Prima, non dopo".