Il Kouros rientra al Museo di Lentini: «un punto di partenza» per la comunità
La statua ricomposta nel 2018 è stata ricollocata al Museo Archeologico Regionale di Lentini; centinaia di visitatori hanno partecipato al saluto il 13 settembre.
«È un momento di grande gioia, la sintesi di un desiderio corale di tutta la comunità – amministrazioni, associazioni, club service e semplici cittadini – al quale abbiamo lavorato in silenzio per mesi. Il rientro del Kouros di Lentini è quindi per noi non un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per tante nuove attività che vedono il Museo come luogo aperto alla comunità, uno spazio di incontro e laboratorio di idee e progetti per il territorio». Con queste parole Agostino Messana, direttore del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara, ha commentato il ritorno al Museo di Lentini del Kouros (V sec. a.C.), torso e testa rinvenuti tra il Settecento e i primi anni del Novecento nell’area di Lentini e ricomposti nel 2018 dopo una serie di studi specifici. Alle operazioni di trasporto e allestimento, sabato mattina, hanno partecipato anche l’archeologo Massimo Frasca, già docente dell’Università di Catania e componente del Comitato Tecnico Scientifico del Parco, e le restauratrici del Parco e del Museo Paolo Orsi di Siracusa.
Frasca ha sottolineato il valore storico della statua: «Testimonia una fase importante della storia di Lentini, tra il VI e il V secolo a.C., quando la città era al massimo della sua storia e della sua ricchezza. Con un classe di aristocratici in grado di acquisire un’opera di tale bellezza proveniente dalla Grecia o di far venire in Sicilia artisti e scultori in grado di realizzarla a Lentini con il pregiato marmo greco». Le operazioni si sono svolte sotto la vigilanza dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio dei Beni Culturali, sezione di Siracusa, guidati dal luogotenente comandante Fabrizio Murarelli.
Domenica 13 settembre decine di visitatori hanno dato il «bentornato» al Kouros; tra i presenti il sindaco di Lentini Vincenzo Pupillo, accolto dal direttore Messana, e rappresentanti dell’amministrazione comunale e di associazioni culturali locali.
La statua è costituita da due elementi ritrovati in epoche diverse: la «testa Biscari», proveniente dalla collezione del principe Biscari e rinvenuta nel Settecento, confluita nel Museo civico di Castello Ursino a Catania; e il «torso di Leontinoi», emerso nei primi anni del Novecento e custodito al Museo Paolo Orsi di Siracusa. I due reperti sono stati assemblati nel 2018 dopo indagini archeometriche e petrografiche promosse dall’archeologo Sebastiano Tusa.
Datato al primo decennio del V secolo a.C., il Kouros è in marmo di Paro e di grandezza naturale; presenta un taglio netto sotto l’attacco del collo. Dalla documentazione emerge che la testa fu trovata nel Settecento nella città di Lentini («in Leontinacivitate») e che la somiglianza con la testa di Apollo raffigurata su monete della città del V secolo a.C. era già stata evidenziata dallo studioso Guido Libertini.
L’archeologo Paolo Orsi acquistò il Kouros dal marchese di Castelluccio e lo registrò nell’inventario del Museo di Siracusa nel 1904. Secondo quanto riportato da Orsi, la scoperta sarebbe avvenuta nella campagna di Leontinoi a seguito delle alluvioni del 1902; la statua, rimasta poi abbandonata in una fattoria, fu recuperata dal marchese di Castelluccio. Orsi tentò in più occasioni di individuare con precisione il luogo del rinvenimento senza giungere a una conclusione definitiva.
La proposta di riunire la testa Biscari con il torso di Siracusa risale a Guido Libertini, su suggerimento di Ludwig Pollak, che fece realizzare un calco della testa per applicarlo al torso; il risultato fu documentato in una fotografia pubblicata nel 1930. Una ricostruzione virtuale tramite stampa 3-D, realizzata da un team di studiosi, è stata pubblicata nel Journal of Electronic Imaging nel 2017.
Le indagini condotte su tre micro-campioni di marmo delle due sculture hanno indicato la provenienza dalla cava di Lakkoi nell’isola di Paro e, verosimilmente, da uno stesso blocco. Dopo il restauro e le analisi del 2018, la riunificazione dei reperti fu celebrata con una mostra a Palermo.
Dalla riunione dei due pezzi il Kouros è stato esposto a rotazione: 2019 Catania, 2020 Siracusa, 2021 Atene (Museo Cicladico, settembre 2021–gennaio 2022), 2022 Catania, 2023 Siracusa, 2024 Lentini, 2025 Catania.
Il Museo Archeologico Regionale di Lentini è aperto dal martedì al sabato, ore 9-17; la domenica 9-13; il lunedì è chiuso. Il biglietto intero è 4 euro, quello ridotto 2 euro. Gli ambienti sono climatizzati.
Il Museo conserva reperti della preistoria e protostoria del territorio di Leontinoi, tra cui corredi delle necropoli di Cava Ruccia e Santa Eligio, testimonianze dei primi contatti tra popolazioni indigene e coloni greci, materiali dei santuari periurbani di contrada Alaimo e contrada Scala Portazza, collezionismo e necropoli dell’antica colonia greca, reperti della fase medievale legati anche al periodo di Federico II e una sezione dedicata ai rinvenimenti subacquei di contrada Castelluccio.