Pagamenti tra imprese: Siracusa ultima provincia d’Italia per puntualità secondo la Cgia
Lo studio pubblicato l’11 settembre su dati Cribis rileva una bassa frequenza di pagamenti puntuali nella provincia, inserendola al 110° posto della graduatoria nazionale
L’Ufficio studi della Cgia di Mestre, nella ricerca pubblicata l’11 settembre e basata sui dati Cribis riferiti al secondo trimestre del 2026, colloca la provincia di Siracusa al 110° posto nella graduatoria nazionale sulla puntualità dei pagamenti tra imprese. Nel ranking Siracusa precede province come Caltanissetta, Catanzaro e Trapani, tutte nelle posizioni più basse della classifica.
Lo studio sottolinea che il risultato non implica che tutte le imprese siracusane paghino in ritardo, ma evidenzia una frequenza particolarmente ridotta di pagamenti effettuati entro i termini contrattuali. Per la Cgia questo aspetto è rilevante soprattutto in un tessuto produttivo caratterizzato da piccole e microimprese, per le quali ritardi nell’incasso possono tradursi rapidamente in problemi di liquidità.
A livello regionale la situazione è già critica: nel secondo trimestre del 2026 in Sicilia solo il 27,2% dei committenti ha pagato i fornitori entro la scadenza prevista dal contratto, a fronte di una media italiana del 42%. Nella graduatoria regionale la Calabria registra il 26,7% e la Toscana il 29,2%.
La puntualità siciliana risulta dunque inferiore di 14,8 punti percentuali rispetto alla media nazionale e di 24,4 punti rispetto alla Lombardia, prima regione con il 51,6% di pagamenti puntuali. Anche il confronto tra macroaree mostra un divario: Sud e Isole 31,6%, Centro 37,5%, Nord Ovest 47,2% e Nord Est 49,7%.
La Cgia individua tra le cause il rapporto di forza tra grandi committenti e fornitori più piccoli, con le grandi imprese che possono utilizzare i tempi di pagamento come forma di finanziamento a costo zero. A livello nazionale, sempre nel secondo trimestre 2026, la quota di pagamenti puntuali è risultata del 21,1% per le grandi imprese, 35,7% per le medie, 41,8% per le piccole e 42,7% per le microimprese.
Per le piccole aziende i ritardi non sono solo una questione contabile: fatture saldate settimane o mesi dopo la scadenza costringono comunque le imprese a sostenere stipendi, forniture, contributi, utenze e imposte, con possibile ricorso al credito bancario o a strumenti come l’anticipazione delle fatture e il factoring, aumentando il costo dell’attività.
Lo studio esamina anche la Pubblica amministrazione a livello nazionale: nel 2025 il tempo medio di pagamento delle fatture della PA italiana è sceso a 27,2 giorni dai 29,9 del 2024, ma il debito commerciale corrente è salito a 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil, il valore più elevato nell’Unione europea in rapporto al Pil. La Cgia avverte che questo dato nazionale non può essere automaticamente applicato alla situazione della Pubblica amministrazione siracusana, per la quale lo studio non fornisce un dato provinciale.
La fotografia complessiva indica anche un peggioramento nazionale: i pagamenti puntuali in Italia sono passati dal 44% del secondo trimestre 2025 al 42% del secondo trimestre 2026, mentre i ritardi superiori a 90 giorni sono aumentati dal 4,3% al 4,4%.
La posizione al 110° posto per la provincia di Siracusa, conclude la Cgia, è un indicatore della difficoltà del sistema economico locale a trasformare lavoro e forniture in liquidità nei tempi previsti. Tra le proposte avanzate dall’Ufficio studi vi sono maggiore trasparenza sui tempi medi di pagamento delle grandi aziende e meccanismi di premialità fiscale per chi rispetta le scadenze contrattuali.