Al Circolo Unione a Siracusa presentato “Città generative”, quarto libro di Giancarlo Bellina
Un incontro su partecipazione, misurazione urbana e responsabilità individuale per ripensare lo sviluppo delle città
La presentazione del libro Città generative, quarto volume di Giancarlo Bellina, si è svolta al Circolo Unione di Siracusa in una serata introdotta dall’avvocato Laura Leone e moderata da Gaetano Bordone, presidente del circolo.
Bellina, ingegnere e manager, ha proposto una lettura della città non come mero spazio da amministrare ma come comunità in grado di generare valore sociale, culturale e ambientale. Al centro del suo ragionamento c’è l’idea che la governance urbana debba evolvere verso forme di partecipazione che vadano oltre la consultazione, integrando cittadini, istituzioni e imprese nelle decisioni.
Tra i concetti esposti è emerso il modello della “città dei 15 minuti”, volto a rendere accessibili i principali servizi nel raggio quotidiano di spostamento, insieme a nozioni quali cronourbanistica, cronotopia e topofilia, che richiamano rispettivamente il tempo necessario per vivere la città, la multifunzionalità degli spazi e il legame affettivo delle persone con i luoghi.
Bellina ha inoltre sottolineato l’importanza di misurare la vivibilità urbana attraverso indicatori concreti che considerino infrastrutture, sanità, istruzione, cultura e stabilità, per valutare in modo oggettivo la qualità della città.
Il dibattito si è allargato alle grandi sfide contemporanee: Filippo Gargallo ha collegato la riflessione del libro a temi come i flussi migratori, il multiculturalismo, l’aumento del fabbisogno energetico e gli effetti del cambiamento climatico.
Interventi dal pubblico e contributi locali hanno reso la discussione concreta. L’architetto Mariella Muti e Franca Mandanici, rappresentante della consulta femminile, hanno richiamato l’attenzione su ostacoli pratici alla trasformazione urbana, fra cui burocrazia, scelte passate in materia di mobilità, carenze infrastrutturali e la necessità di un porto turistico.
Un nodo ricorrente è stato la responsabilità individuale: il cambiamento non può dipendere soltanto dalle istituzioni ma richiede comportamenti coerenti da parte dei cittadini, come l’uso del trasporto pubblico e la partecipazione a comunità energetiche.
Sulla transizione energetica Bellina ha indicato un approccio pragmatico, mirando a rendere la sostenibilità concretamente praticabile e attraente, richiamando il concetto di “edonismo ambientale”.
È stata infine richiamata la questione demografica: la fuga dei giovani e la perdita di competenze rappresentano pericolo per il futuro delle città e rendono urgente ripensare gli spazi non solo in termini urbanistici ma anche sociali.
In sintesi, la proposta centrale emersa dall’incontro è che la città del futuro debba essere innanzitutto una comunità capace di partecipare, collaborare e assumersi responsabilità nelle scelte che riguardano il proprio territorio.