Siracusa · 12 Settembre 2026

Val di Noto, il vino come identità: la nuova filosofia dei piccoli produttori

Frankie Terranova, direttore della Strada del Vino del Val di Noto, sottolinea il ruolo di Nero d’Avola e Moscato e l’importanza della qualità rispetto alla quantità

Val di Noto, il vino come identità: la nuova filosofia dei piccoli produttori

Nel Val di Noto si sta affermando una nuova filosofia del vino che punta a raccontare il territorio attraverso prodotti riconoscibili, moderni e in evoluzione, privilegiando la qualità rispetto alla quantità e valorizzando i piccoli produttori.

"È un’analisi condivisibile", spiega Frankie Terranova, direttore della Strada del Vino del Val di Noto, riferendosi all’evoluzione del comparto vitivinicolo del territorio. Terranova osserva che il Val di Noto è un’eccellenza sotto il profilo turistico e culturale e che oggi questa eccellenza si legge anche nei vini prodotti.

Il riferimento è soprattutto al Nero d’Avola e al Moscato, due produzioni fortemente legate al territorio che nel Val di Noto stanno raggiungendo livelli sempre più significativi.

"Non abbiamo grandissime quantità e non abbiamo cantine sociali — sottolinea — ma abbiamo tanti piccoli produttori capaci di proporre non soltanto un vino d’eccellenza, ma anche un modo di lavorare, di affrontare questo territorio, di valorizzarlo e di salvaguardarlo".

Secondo Terranova, il cambiamento consiste nel considerare il vino come espressione di una comunità e di un paesaggio, non solo come un prodotto da commercializzare. La dimensione artigianale, la cura dei vigneti e il rapporto diretto con il territorio contribuiscono a creare un’identità che il visitatore può ritrovare nel bicchiere.

"Attraverso un sorso di Nero Barocco — dice Terranova — si ha la possibilità di conoscere non soltanto uno straordinario vino, ma una qualità della vita, un lifestyle, un territorio che ha tanto da raccontare".

Questa filosofia lega il vino al turismo e alla cultura, con l’obiettivo di presentare il Val di Noto come un territorio da degustare e da conoscere, fondando il racconto sulla presenza di piccoli produttori e vitigni identitari.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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