Siracusa · 12 Settembre 2026

Carceri di Siracusa, SAPPe e SINAPPe proclamano lo stato di agitazione dopo la rivolta del 27 agosto

I sindacati denunciano carenze di organico e criticità nella gestione dell’emergenza; circa undici agenti feriti al centro delle contestazioni

Carceri di Siracusa, SAPPe e SINAPPe proclamano lo stato di agitazione dopo la rivolta del 27 agosto

Le segreterie regionali di SAPPe e SINAPPe hanno proclamato lo stato di agitazione del personale di Polizia penitenziaria in Sicilia, annunciando iniziative pubbliche per sollevare le criticità che, secondo i sindacati, avrebbero raggiunto livelli insostenibili.

Al centro delle rimostranze c’è anche il carcere di Siracusa: i sindacati richiamano la grave rivolta avvenuta lo scorso 27 agosto a Cavadonna, che avrebbe provocato il ferimento di circa undici agenti costretti a ricorrere a cure ospedaliere. Sempre secondo SAPPe e SINAPPe, durante l’intervento alcuni poliziotti sarebbero stati inviati sui tetti dell’istituto dotati di scudi ma privi di caschi protettivi; i detenuti avrebbero impiegato oggetti atti a offendere e sarebbero riusciti a sottrarre le chiavi al personale, arrivando fino al settore accettazione.

I sindacati denunciano inoltre una significativa carenza di organico nella Casa circondariale di Siracusa: nel documento inviato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Provveditorato regionale si segnala l’assenza di circa 140 unità per malattia o infortunio. In alcune occasioni, sempre secondo la ricostruzione sindacale, un solo agente sarebbe stato chiamato a gestire contemporaneamente quattro sezioni detentive.

Il documento richiama anche altre criticità registrate negli istituti penitenziari siciliani: i disordini a Trapani culminati con l’evasione e il successivo recupero di tre detenuti, le proteste con devastazione dei reparti a Catania Bicocca e Piazza Lanza, difficoltà segnalate all’Ucciardone di Palermo nonché problemi ad Agrigento ed Enna; ad Augusta viene inoltre ricordata l’evasione di un detenuto.

Nel mirino dei sindacati finisce il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, ritenuto responsabile della gestione delle emergenze. SAPPe e SINAPPe hanno annunciato la mancata partecipazione all’incontro fissato per il 14 settembre nella Casa circondariale di Siracusa con la Direttrice generale del Personale, chiedendo invece un intervento diretto della politica e del Sottosegretario alla Giustizia per affrontare la crisi.

Sulla vicenda di Siracusa si sono inoltre sollevate le voci dei familiari degli agenti coinvolti, che hanno denunciato la paura vissuta durante le fasi più concitate dei disordini. I sindacati richiedono ora l’accertamento delle responsabilità nella gestione dell’emergenza di Cavadonna e interventi urgenti sul fronte degli organici e della sicurezza, annunciando che la proclamazione dello stato di agitazione apre una nuova fase di mobilitazione della Polizia penitenziaria siciliana.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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