Ias di Priolo, parte la fase dei distacchi: Isab pronto il 26 settembre, Sonatrach posticipa alla primavera 2027
Le industrie hanno illustrato i cronoprogrammi alla Regione; il depuratore rischia di restare sovradimensionato e si valuta il collettamento dei reflui civili
Il futuro dell’impianto consortile Ias di Priolo è tornato al centro del confronto istituzionale nel mese segnato dall’avvio del distacco dei grandi utenti. I principali operatori del polo industriale hanno partecipato a una riunione con la Regione nella quale ciascuno ha aggiornato il proprio cronoprogramma verso l’autonomia nel trattamento dei reflui.
Secondo quanto emerso, la maggior parte dei grandi utenti dovrebbe lasciare l’impianto entro la fine dell’anno. Il caso più imminente riguarda Isab, che nelle Aia ha fissato al 26 settembre il distacco definitivo. L’azienda ha già reso autonomo l’impianto IGCC; resta da completare il passaggio della parte Nord, attualmente collegata tramite Priolo Servizi. Il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue realizzato da Isab (TAS) avrebbe superato il collaudo ed è pronto a entrare in funzione, secondo quanto riportato dall’azienda.
Diversa è la situazione di Sonatrach Raffineria Italiana: il termine originariamente previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale era fissato al 23 dicembre di quest’anno, ma la società ha comunicato al Ministero, alla Prefettura e agli altri enti competenti uno slittamento della conclusione dei lavori. Il rinvio è stato motivato con difficoltà nel reperire alcuni approvvigionamenti necessari per il TAS; i lavori dovrebbero concludersi la prossima primavera, più probabilmente nei mesi di maggio-giugno. Sonatrach sta realizzando un impianto ex novo e ha dichiarato un investimento indicativo di circa 100 milioni di euro per raggiungere totale autonomia. Nel frattempo, è previsto anche un intervento di minore portata per migliorare, nella fase transitoria, la qualità dello scarico verso Ias, secondo quanto appreso.
Lo slittamento di Sonatrach costituisce un’eccezione rispetto al cronoprogramma degli altri grandi utenti. Il progressivo distacco è destinato a ridurre drasticamente i volumi trattati dall’impianto consortile, che da qui a meno di un anno dovrebbe perdere i grandi committenti e rischia così di risultare sovradimensionato rispetto ai soli reflui delle piccole e medie aziende del polo.
Proprio la sostenibilità dell’Ias una volta venuti meno i maggiori conferimenti è uno dei nodi più delicati, con implicazioni gestionali e occupazionali. La Corte costituzionale ha ricostruito in passato il ruolo dei grandi utenti del polo — tra cui Isab, Sonatrach e Versalis — nel sistema di conferimento dei reflui al depuratore.
Nel 2026 la Regione ha avviato una nuova fase con una cabina di regia chiamata a coordinare strategie e interventi sul futuro dell’impianto. Tra le ipotesi emerse vi è quella di riconvertire l’Ias per il trattamento dei reflui civili, collegando al depuratore i sistemi fognari dei Comuni di Siracusa, Floridia e Solarino. I tre Comuni hanno approvato un atto di indirizzo in tal senso e uno studio tecnico ha evidenziato la fattibilità del collettamento, pur rimandando la definizione di tempi, risorse e soggetti attuatori.
Nel più recente confronto con la Regione sarebbe allo studio la possibilità di reperire circa 50 milioni di euro per realizzare le opere necessarie al collettamento. Si tratta tuttavia di un’ipotesi non ancora tradotta in un progetto operativo e finanziato.
Il quadro complessivo, quindi, è quello di una fase di transizione: mentre le industrie procedono a completare i propri impianti autonomi di trattamento, Regione ed enti locali devono decidere in tempi brevi la destinazione futura dell’Ias, prima che la perdita dei grandi utenti renda insostenibile l’attuale configurazione. Il distacco definitivo di Isab il 26 settembre sarà uno dei primi passaggi concreti; per Sonatrach la partita si allunga fino alla primavera del 2027.