Siracusa · 10 Settembre 2026

Inda, confronto in Comune: Italia propone un dirigente al posto del sovrintendente; Milazzo mette in discussione il consigliere delegato

Il sindaco annuncerà al ministro Giuli l’ipotesi di sostituire la figura del sovrintendente con un dirigente. Il Pd chiede invece di rivedere il ruolo del consigliere delegato

Inda, confronto in Comune: Italia propone un dirigente al posto del sovrintendente; Milazzo mette in discussione il consigliere delegato

La questione della governance della Fondazione Inda è tornata al centro del dibattito in Consiglio comunale a Siracusa, dove sindaco Francesco Italia e il consigliere comunale del Pd Massimo Milazzo hanno esposto visioni opposte sulle modifiche statutarie da valutare.

A riaprire la discussione sono state le dimissioni di Daniele Pitteri, avvenute dopo quelle di Valeria Told e dopo la naturale conclusione del mandato di Antonio Calbi, il quale non era stato inserito nella terna proposta dal Consiglio di Gestione dell’Inda. Per il Pd, questa successione di fatti impone una riflessione sulla struttura di governo della Fondazione.

Il sindaco Italia ha respinto l’idea che l’Inda sia un’istituzione caratterizzata da frequenti abbandoni, sostenendo che le tre vicende abbiano ragioni distinte. "Calbi non si è mai dimesso, era arrivato alla scadenza del contratto e sfido chiunque a dimostrare il contrario", ha detto Italia, aggiungendo che Told aveva chiesto la trasformazione del proprio incarico in consulenza, soluzione non ritenuta giuridicamente sostenibile. Riguardo a Pitteri, Italia ha detto che le dimissioni hanno sorpreso, ma che già dopo i primi tre mesi Pitteri aveva partecipato a concorsi pubblici per cercare altre destinazioni.

Dal punto di vista statutario, Italia ha richiamato la distinzione prevista dallo statuto della Fondazione: il presidente e il Consiglio di amministrazione determinano indirizzi e decisioni, mentre il sovrintendente è un dirigente a tempo determinato chiamato ad attuarli. "Non c’è alcun conflitto di competenze. Il Cda vota, sceglie e dà gli indirizzi e il sovrintendente li deve eseguire", ha affermato.

Partendo da questa lettura, il sindaco ha avanzato la proposta di superare la figura del sovrintendente in favore di un profilo dirigenziale più tecnico, che avrebbe il compito di attuare programmazioni già definite dal Cda. Italia ha osservato che il nuovo Consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità titoli e registi delle prossime stagioni e ha richiamato i risultati recenti della Fondazione, tra cui il superamento dei 200 mila spettatori e la capacità di programmare con anticipo.

Sul fronte opposto, Massimo Milazzo ha indicato come centrale il problema del costante abbandono dei sovrintendenti e lo ha ricondotto a una presunta lacuna statutaria che non definirebbe chiaramente i poteri del consigliere delegato rispetto a quelli del sovrintendente. "Per noi il problema esiste ed è quello del continuo abbandono da parte dei sovrintendenti", ha detto Milazzo, sottolineando che in molte importanti fondazioni teatrali non è prevista la figura del consigliere delegato e proponendo di valutare la sua abolizione.

Milazzo ha chiesto di rafforzare la centralità del sovrintendente nelle scelte della Fondazione e di avviare un dibattito politico sul tema, compresa la possibilità di ridefinire o eliminare il ruolo del consigliere delegato.

Italia non ha escluso a sua volta una revisione dello statuto: ha ricordato che una proposta di modifica era stata avanzata dall’Inda nel 2023 e non aveva ottenuto l’approvazione del Ministero della Cultura. Il sindaco ha annunciato di aver chiesto un incontro al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per rappresentare le criticità individuate dalla governance della Fondazione e per seguire il percorso per individuare il successore di Pitteri.

Sulla necessità di discutere lo statuto sembra esserci un punto di convergenza tra le parti; le differenze emergono invece sulle soluzioni da adottare e sulla direzione di cambiamento da intraprendere.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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