Siracusa · 09 Settembre 2026

Cgil Siracusa: investimenti Eni necessari, serve un patto industriale per il polo di Priolo

Il sindacato chiede che la crescita internazionale di Eni si traduca in impegni concreti per lavoro, investimenti e sicurezza nel siracusano

Cgil Siracusa: investimenti Eni necessari, serve un patto industriale per il polo di Priolo

La segreteria del settore Industria della Cgil Siracusa ha pubblicato una nota in cui solleva preoccupazioni sul futuro del polo petrolchimico siracusano, alla luce dei recenti accordi internazionali di Eni relativi allo sviluppo delle risorse in Venezuela.

Secondo la Cgil, la crescita internazionale del gruppo Eni dovrebbe corrispondere a una nuova stagione di investimenti anche in Italia e, in particolare, nel territorio di Priolo, Melilli e Augusta. Il sindacato afferma che la transizione energetica non può tradursi in dismissioni, riduzione dell’occupazione o precarizzazione.

La nota critica inoltre l’enfasi con cui è stato presentato lo studio Teha–Eni a Cernobbio, sostenendo che tale comunicazione rischia di mascherare atteggiamenti di greenwashing da parte dell’azienda, la cui quota principale di business resta ancora legata a petrolio e gas.

Per la Cgil Siracusana il polo di Priolo sta attraversando una fase decisiva: può rappresentare un’opportunità solo se accompagnato da lavoro, investimenti e misure a tutela dell’occupazione. Il sindacato ricorda che Priolo, Melilli e Augusta costituiscono uno dei più importanti patrimoni industriali ed energetici del Paese, dove lavorano «migliaia di persone» sia direttamente sia attraverso l’indotto.

La Cgil chiede che i progetti e le dichiarazioni aziendali si traducano in piani industriali concreti, verificabili e condivisi con le organizzazioni sindacali, con garanzie occupazionali e industriali. Sull’ISAB‑Ludoil il sindacato sollecita la trasformazione della raffineria e gli investimenti annunciati nella produzione di biocarburanti debbano essere accompagnati da un piano chiaro e condiviso.

Il sindacato sostiene che la transizione deve essere governata insieme ai lavoratori: prima vanno definiti il futuro industriale, gli investimenti e la formazione delle competenze, poi si può procedere alle trasformazioni degli impianti. La Cgil rifiuta che il termine «transizione» venga usato per giustificare chiusure e perdita di diritti dei lavoratori.

Per questi motivi la Cgil Siracusana rilancia la proposta di un Patto industriale per il polo siracusano che coinvolga Governo, Regione, imprese (incluse quelle dell’indotto) e organizzazioni sindacali, fondato su impegni misurabili su investimenti per nuove produzioni, innovazione tecnologica, formazione, occupazione, sicurezza e sostenibilità ambientale.

La posizione espressa dalla Cgil chiede che la forza internazionale di Eni diventi anche una forza industriale per l’Italia e per la Sicilia, rafforzando responsabilità e impegni sul territorio siracusano.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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