Noto ospita ERIS 2026: circa 70 ricercatori alla scuola europea di radiointerferometria
La XI European Radio Interferometry School si tiene dal 7 all’11 settembre nella sede del Cumo con lezioni pratiche e visite alla stazione INAF di Noto
Noto è diventata per una settimana un punto di riferimento internazionale per la radioastronomia: nella sede del Cumo è partita l’undicesima edizione della European Radio Interferometry School (ERIS 2026), ospitata dall’Istituto di Radioastronomia dell’INAF dal 7 all’11 settembre.
L’evento, a cadenza biennale e tornato in Italia dopo l’edizione di Granada, vede la partecipazione di circa 70 giovani ricercatori provenienti da diverse parti d’Europa e anche da altri continenti, tra Sud America, Africa, Emirati Arabi e Asia. La presenza internazionale è indicata come conferma del ruolo della città e della stazione radioastronomica di Noto nell’ambito della ricerca.
“A Noto si stanno formando le future generazioni di radioastronomi”, spiega Rocco Lico, coordinatore scientifico della XI European Radio Interferometry School. “Abbiamo messo insieme un team di esperti del campo per formare la nuova generazione di radioastronomi. Abbiamo questa grande responsabilità e abbiamo deciso di farlo qui a Noto, in una bellissima cornice dove i partecipanti possono godersi non solo la scienza, ma anche la Sicilia, il cibo e l’ospitalità”.
La scelta di Noto non è dovuta solo all’attrattività turistica: la città ospita una delle due grandi stazioni radioastronomiche dell’INAF, insieme a quella di Medicina. Il radiotelescopio netino dispone di una parabola di 32 metri, inaugurata nel 1988, che continua a far parte delle reti internazionali di osservazione.
“La scelta di Noto è stata data non solo per la sua ovvia notorietà legata all’attrattività turistica – spiega Pier Raffaele Platania, coordinatore del comitato organizzativo – ma anche perché qui è presente una delle due strutture osservative dell’Istituto di Radioastronomia. Gli studenti avranno così l’opportunità di visitare un luogo spettacolare e una delle più importanti facility dell’Istituto Nazionale di Astrofisica”.
La scuola propone una settimana di lezioni e attività pratiche sulla radiointerferometria, con approfondimenti che spaziano dai concetti fondamentali alle tecniche avanzate di elaborazione e analisi dei dati. Tra gli argomenti previsti ci sono la calibrazione e l’imaging dei dati interferometrici, le osservazioni del continuo, delle righe spettrali e della polarizzazione, oltre alla pianificazione delle osservazioni e alla preparazione delle proposte scientifiche.
“Siamo in un momento importantissimo per la radioastronomia”, sottolinea Marcello Giroletti, direttore vicario dell’Istituto di Radioastronomia dell’INAF, richiamando lo sviluppo di grandi infrastrutture internazionali come lo Square Kilometre Array Observatory (SKAO) e il ruolo dell’Italia tramite l’INAF.
Giroletti sottolinea inoltre l’importanza di mantenere e aggiornare l’antenna: “È molto importante che l’antenna venga mantenuta in funzionamento e aggiornata”, ricordando gli interventi svolti negli ultimi anni per potenziare le capacità della struttura e anticipando l’arrivo di una stazione LOFAR che potrà ampliare le possibilità scientifiche dell’impianto.
L’INAF intende inoltre rafforzare il rapporto tra la stazione e il territorio, con una maggiore apertura al pubblico e alla comunità scientifica; in questo ambito è previsto il progetto di realizzazione di un auditorium presso la stazione di Noto, pensato come spazio di incontro tra ricercatori, professionisti, studenti e cittadini.
Per la durata della scuola, dunque, Noto non è solo la città barocca nota per il turismo, ma anche un luogo di incontro scientifico internazionale dove si formano i futuri ricercatori della radioastronomia.