Scerra: la rivolta a Cavadonna segnale di un sistema carcerario al collasso, il Governo intervenga
Il deputato M5S denuncia sovraffollamento (720 detenuti per 545 posti) e carenza di personale dopo i disordini alla Casa circondariale di Siracusa
In un articolo pubblicato da Siracusa News l'8 settembre 2026, il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra ha collegato la rivolta avvenuta nella Casa circondariale di Cavadonna a criticità strutturali e di organico che, a suo avviso, il Governo avrebbe sinora ignorato.
Scerra ha richiamato i dati relativi alla capienza dell'istituto, osservando che la struttura ospita 720 detenuti rispetto a 545 posti regolamentari. Secondo il deputato, questa situazione, unita a una cronica carenza di agenti e a servizi giudicati inadeguati, mette inevitabilmente a rischio la sicurezza.
Nell'interpellanza citata dall'articolo, Scerra ricorda inoltre quanto emerso nella "riunione in Prefettura dei giorni scorsi", dove sarebbe stata evidenziata la sottodimensionatezza del personale e le difficoltà operative in cui sono costretti a lavorare gli agenti.
Per queste ragioni il deputato chiede un intervento urgente del Governo e del Ministero della Giustizia: misure per rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, interventi sulle condizioni strutturali degli istituti di pena e il garantire servizi adeguati. Scerra ha inoltre sostenuto che l'intero sistema carcerario italiano necessita di una riforma strutturale e di investimenti adeguati.
Nel concludere la sua presa di posizione, il deputato ha ribadito la necessità di interventi immediati a Cavadonna, indicando priorità quali un maggior numero di agenti, maggiore sicurezza, servizi sanitari adeguati, attenzione alla salute mentale e condizioni di vita dignitose per i detenuti.